Chiedeva l’elemosina al Carrefour con la figlia minore e importunava i clienti. Condannata
Pena di due mesi ad una romena accusata di impiego di minori nell’accattonaggio. La donna ha ammesso, dicendo che era la prima volta che portava la bimba
Impiego di minori nell’accattonaggio. Questo il reato per cui è stata condannata una romena di 39 anni che il 16 luglio del 2020 chiedeva l’elemosina con la figlia minorenne davanti al supermercato Carrefour di via San Tomaso. Per l’imputata, pena di due mesi (il pm onorario aveva chiesto un mese in più).
La donna, collegata in video dal carcere, ha ammesso la sua presenza, sei anni fa, davanti al supermercato, per chiedere l’elemosina. “Sono una mamma di tre bambini, non sono certo andata a rubare”. Sulla presenza della figlia, la donna si è giustificata dicendo di averla portata con lei solo un giorno perchè il marito, che era ai domiciliari, non si sentiva bene.
L’imputata era anche stata riconosciuta dal direttore, chiamato in aula a testimoniare. “Quella zona è terra di nessuno: tra furti e altri reati chiamiamo costantemente le forze dell’ordine. Ci sono tante persone ancora oggi che chiedono l’elemosina davanti al supermercato, ma lei me la ricordo con una bambina. La donna importunava i clienti che dovevano entrare, tanto da farli allontanare”.
La presenza di mamma e figlia era stata segnalata davanti al Carrefour, e una pattuglia della polizia locale si era portata sul posto, ma non era arrivata subito. Durante il tragitto si era fermata a prestare soccorso ad un ciclista caduto dopo essere stato urtato da un’auto. In piazza Lodi, gli agenti erano arrivati dopo quasi un’ora dalla chiamata della centrale operativa, ma la romena era ancora lì.
“La bimba era poco distante“, aveva ricordato uno degli agenti. “Avrà avuto 8, 10 anni al massimo, sembrava trascurata“. I poliziotti avevano chiesto le generalità della romena che a voce, senza mostrare documenti, si era identificata e aveva detto di essere la madre della bambina. Vicino alla piccola, due borse piene di merce senza scontrino. Dopo l’identificazione orale, mamma e figlia si erano allontanate e gli agenti erano entrati nel supermercato per sentire il direttore. Non era la prima volta che madre e figlia stazionavano davanti al Carrefour per chiedere l’elemosina.
“Vedevo spesso una donna che in modo molesto e invasivo chiedeva l’elemosina“, ha detto oggi la titolare del negozio a fianco del supermercato“. Ma la testimone, che in aula ha visto l’imputata collegata dal carcere, non era sicura che si trattasse di lei.