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10 luglio, ricordato
il bombardamento
di porta Milano

Nel 72° anniversario del bombardamento del 10 luglio 1944 sulla città di Cremona durante la seconda guerra mondiale, il Comune, in collaborazione con il Dopolavoro Ferroviario, ha organizzato la tradizionale cerimonia davanti al monumento collocato in via San Francesco d’Assisi che ricorda i numerosi ferrovieri che persero la vita.

galimberti 10 luglio

10luglio autorit evid

 

Dopo un momento musicale con il Coro Paulli, ha preso  la parola il Sindaco Gianluca Galimberti a fianco di una foto dell’epoca, che riproduce un’immagine della devastazione provocata dagli ordigni sganciati sulla città, davanti alle autorità cittadine civili e militari. Quindi, la benedizione della corona da parte del parroco di Sant’Ambrogio, don Carlo Rodolfi, che ha successivamente celebrato la messa in ricordo di tutte le vittime delle bombe. La corona d’alloro è stata poi portata sotto la lapide commemorativa di piazza Risorgimento.

10 luglio lapide

Una cerimonia che inevitabilmente si presta a prese di posizioni politiche di vecchio stampo, nonostante il carattere essenzialmente pacifista e di rifiuto di tutte le guerre che ha assunto negli ultimi anni. Ed infatti, lungo via Eridano, i militanti di CasaPound hanno appeso uno striscione per ricordare “nessuna pace americana sulla mia terra”. “Noi non dimentichiamo che 72 anni fa – spiega il responsabile cittadino del movimento, Gianluca Galli – uno stormo di bombardieri americani sganciò tonnellate di bombe su Cremona, facendo moltissime vittime civili nel tentativo, non riuscito, di distruggere la stazione ferroviaria e il ponte di Po e colpendo invece la città in diverse zone”.

10 luglio casapound

foto Casapound

“Questo striscione – conclude Galli – serve a ricordare le vittime di Cremona, uccise dai presunti liberatori che, ancora oggi, non smettono di ‘esportare democrazia’ portando invece caos, guerra e disastri che, esattamente come allora, sono soprattutto i civili a subire”.

Il 10 luglio 1944, poco prime delle 11, le sirene suonarono l’allarme e su Cremona furono sganciate in contemporanea, in sei ondate successive, una cinquantina di ordigni di medio e grosso calibro. L’obiettivo era la stazione, ma furono pesantemente colpite molte zone vicine: porta Milano e via Palestro, il cimitero, il mulino Rapuzzi, al bivio della strada per Piadena-Olmeneta, i campi di mais oltre la Cremonella, via Sauro, la Cavalli e Poli, via San Francesco. Fu senz’altro il più duro tra i numerosi bombardamenti che colpirono il nostro territorio nell’anno che precedette la fine della seconda guerra mondiale. Pesantissimo il bilancio: 119 furono i morti, tra i quali oltre 20 ferrovieri, un centinaio i feriti. Nel bombardamento perirono anche 13 militari tedeschi.

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