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Appalto rifiuti a ditta
esterna, da cinque mesi
gli stipendi sono 'a rate'

AGGIORNAMENTO – La firma del contratto nazionale del comparto Igiene Ambientale, avvenuta a Roma nella notte tra domenica e lunedì, ha scongiurato uno sciopero di settore che a Cremona stava preoccupando parecchio sia il Comune che il gestore del servizio rifiuti, Linea Gestioni. L’accordo è stato firmato dai sindacati e dalle aziende pubbliche dell’igiene ambientale aderenti a Utilitalia; poche ore dopo è giunta anche la firma del contratto da parte delle private aderenti a Fise-Assoambiente (ad esempio Casalasca Spa).

Non tutti i lavoratori sono trattati allo stesso modo, a Cremona. Una parte del servizio di raccolta, sia per la differenziata domiciliare che per lo svuotamento dei cestini in strada, è affidato da Linea Gestioni ad una ditta esterna, la Fer.Mar Ambiente, una srl che dal 1 gennaio di quest’anno è subentrata alla cooperativa La Luna. Sono questi lavoratori i più penalizzati, perchè a parte il primo mese di lavoro, non sono stati più pagati con regolarità. La scadenza prevista dal contratto, al 20 del mese, non è stata rispettata e gli stipendi stanno arrivando sotto forma di acconti e saldi a scadenze variabili. Una ventina gli addetti, quasi tutti stranieri, tranne tre italiani. “Una situazione che non si può accettare – commenta Daniele Pirri, componente della segreteria provinciale Funzione Pubblica Cgil – perchè il buon andamento del servizio dipende da loro, come dai dipendenti di Linea Gestioni, ai quali si affiancano. L’anomalia maggiore è che mentre a questi ultimi si applica il contratto di settore, ai lavoratori della ditta esterna viene applicato il contratto multiservizio”. A quanto pare Linea Gestioni non ha responsabilità e anche il Comune si chiama fuori, versando per intero al gestore i proventi della tassa rifiuti incassata dai cittadini.  Se lo sciopero di settore ci fosse stato, la questione dei lavoratori Fer.Mar sarebbe stata portata al tavolo comunale, ma con la revoca, il problema rischia di finire nel dimenticatoio.

Una revoca che ha fatto tirare un sospiro di sollievo all’assessorato all’Ambiente, visto che il tema rifiuti è caldissimo: siamo alla prima estate di raccolta differenziata porta a porta estesa a tutta la città, le polemiche per i disguidi sono all’ordine del giorno e in molti stanno chiedendo di aumentare da due a tre i passaggi per il ritiro dell’umido. Due giorni di mancato ritiro avrebbero suscitato una marea di proteste. Il nuovo contratto di settore, atteso da 30 mesi, decorre dal 1 luglio 2016 e scade il 30 giugno 2019, riguarda circa 50 mila lavoratori addetti al settore. “Il rinnovo – spiega Pirri –  è stato ottenuto anche grazie alla massiccia adesione dei lavoratori ai due scioperi nazionali del 30 maggio e 15 giugno scorsi. Questa intesa contribuisce al rilancio del settore, migliorando la qualità dei servizi ai cittadini. E’ il frutto di una mediazione, alcune problematiche sono rimaste, ma nel complesso mi pare sia un buon risultato. L’intesa prevede un aumento a regime di 120 euro e un’ una tantum per la vacanza contrattuale di 200 euro in due parti. Inoltre nei 120 euro sono inclusi contribuiti per il welfare contrattuale a totale carico dell’azienda e distribuiti come indennità integrativa, la previdenza complementare generalizzata, l’assistenza sanitaria integrativa, il fondo di solidarietà bilaterale e il fondo salute e sicurezza”. Inoltre l’intesa rafforza la clausola sociale a tutela dei lavoratori nei cambi di appalto e nei casi di licenziamento individuale. Il prossimo passo è sottoporre l’intesa a consultazione certificata dei lavoratori, come previsto dal testo unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014.

gbiagi

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