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Aperitivo con Rampulla e
Vialli: 'Cremo prenda spunto
da glorioso passato'

Michelangelo Rampulla e Gianluca Vialli non sono soltanto due campioni partiti da Cremona e che, dopo avere scritto pagine importanti con la maglia grigiorossa addosso, hanno spiccato il salto verso il calcio dei big e dei trionfi italiani ed europei. Intervistati venerdì nel tardo pomeriggio presso lo Sporting Club di Costa Sant’Abramo da Ivan Ghigi, Rampulla e Vialli hanno mostrato anche una certa interconnessione del destino, davvero particolare e che spiega l’amicizia pure extra-sportiva nata tra i due: “Ci conosciamo dal 1981 e insieme abbiamo fatto quattro anni di Juve – hanno ricordato – . Soprattutto abbiamo esordito entrambi in maglia bianconera nel 1992, a Cagliari”.

Non solo: l’ultima gara di Vialli alla Sampdoria fu anche l’ultima di Rampulla alla Cremonese, e in quell’occasione i due si sfidarono da capitani, dandosi appuntamento poi alla Vecchia Signora. Una chiacchierata piacevole, insomma, ricordando i bei tempi andati, quelli in cui i grigiorossi riempivano lo stadio anche in serie C o serie B. Un auspicio rinnovato da Rampulla, ora che è presidente. “Faremo di tutto per avere lo Zini ancora pieno come ai tempi belli: non è questione di categoria, perché il tifoso non veniva, con noi, per vedere Van Basten o Maradona, ma per tifare Cremonese. Abbiamo abbassato tutti i settori, ad eccezione delle curve, che erano già ad un prezzo accessibile. Cercheremo di invogliare i tifosi a tornare allo stadio, ma chiediamo anzitutto fiducia”.

Nel parlare dell’esperienza nel settore giovanile della Cremonese, Vialli ha detto di avere vissuto la propria crescita nel miglior modo possibile, vicino a casa, alla famiglia, con la possibilità di andare a scuola e con maestri di calcio di grande valore. Spazio a tanti aneddoti del passato, necessari anche per migliorare il futuro. Come quella volta che il presidente Domenico Luzzara aveva già venduto Vialli alla Sampdoria, ma per un anno tenne nascosta al giocatore la trattativa, perfezionata poi nella sessione successiva di mercato.

Già, ma il presente? “Mi fido molto del mio amico Michelangelo – ha spiegato Vialli – e sono stato il primo a spedirgli un sms quando è divenuto presidente. So che conosce la piazza e soprattutto conosce i giocatori e sa cosa pensano. Questo è importante: anche per questo penso che la scelta di un mister esperto come Tesser, che sa relazionarsi coi calciatori, sia fondamentale. Credo possa essere una buona stagione, spero possa portare in B la Cremonese, ma se questo non dovesse avvenire, sarebbe bello che fosse comunque l’inizio di un percorso in continuità, senza dover cambiare troppo. Servirà pure un pizzico di fortuna: a Tesser dico di non essere troppo amico dei calciatori, facendo però sentire loro la sua fiducia. Bisogna creare un giusto mix, ma di sicuro questo già lo sa”.

Continuità, dunque, sperando di rifarsi anche al modello Juventus, società capace, per dirla con Vialli e Rampulla, di rialzarsi anche dopo due finali di Champions perse da favorita nel 1997 e nel 1998. “La Juve non è simpatica, lo sappiamo – ha rimarcato Vialli – ma quando entri in quella sede capisci il peso della sua storia e senti l’onore e l’onere di portare quella maglia. Devi essere orgoglioso e umile. Lo stesso devono fare i ragazzi che arrivano a Cremona”. E un parallelo c’è, ossia la proprietà locale, legata alla città (gli Agnelli per la Juventus, Arvedi per la Cremonese). Da qui l’auspicio che il senso di appartenenza – evidenziato da una azzeccata battuta sul pigiama grigiorosso da indossare prima di andare a letto la notte – vada sempre a braccetto con l’entusiasmo. “Appartenenza ed entusiasmo sono parole importanti – ha detto Rampulla – anche se non possiamo basarci solo su queste: certo, sono una base di partenza. Stiamo lavorando bene, il 70% della stagione si costruisce adesso, creando una buona rosa e buoni rapporti: un buon gruppo insomma”.

Senza bisogno di frasi ad effetto ma prendendo spunto dalle gigantografie della Cremonese seconda nel 1926 e vittoriosa a Wembley nel 1993, sulle quali Rampulla si è soffermato spesso: fonte di ispirazione per il futuro grigiorosso – che inizia per la stagione 2016-2017 con il ritiro partito proprio sabato – così come due campioni passati dallo Zini come Michelangelo e Gianluca.

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Giovanni Gardani

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