Vigilanza su “Forte Fortissimo”, la Commissione apre il caso: “Regolamento da superare”
Il confronto politico ha messo al centro le procedure di assegnazione dei contributi. Il Comune conferma l'intenzione di rivedere la disciplina vigente
Il regolamento comunale che disciplina l’assegnazione di contributi e sovvenzioni alle associazioni, fermo al 1992, sarà riscritto. È questa la principale novità emersa dalla Commissione Vigilanza dedicata alla rassegna Forte Fortissimo, il contenitore di eventi musicali finito al centro del dibattito politico per le modalità con cui sono stati assegnati oltre 350mila euro di finanziamenti.
A riconoscere la necessità di superare l’attuale regolamento, risalente al 1992, è stata in primis la dirigente del settore Cultura e Turismo del Comune di Cremona, Maria Chiara Bondioni, che ha definito “auspicabile” il superamento di un regolamento ormai datato, posizione condivisa anche dall’assessore Luca Burgazzi, con delega agli eventi musicali, che ha confermato come il lavoro di revisione sia già in corso.
La seduta, presieduta da Maria Rosa Capelletti, era stata richiesta dall’opposizione proprio per fare chiarezza sulle procedure utilizzate nell’assegnazione dei contributi legati a Forte Fortissimo. Nel mirino, in particolare, la scelta di non ricorrere a un avviso pubblico per individuare le associazioni inserite nel cartellone.
Dopo l’introduzione della presidente Capelletti, nel merito della questione è quindi intervenuta Maria Vittoria Ceraso (Oggi per domani), che ha ricostruito l’origine del progetto Forte Fortissimo partendo dalla delibera di Giunta del 2025 con cui è nato il cartellone.
“Quella delibera – ha spiegato – non riguarda direttamente il finanziamento, ma è l’unico documento che lascia traccia di come è nato il percorso, sviluppatosi spontaneamente attraverso una rete di soggetti del Terzo Settore.”
Il tema posto è stato quindi legato alla “legittimità delle procedure con le quali sono state assegnate ingenti risorse pubbliche“. In particolare, entrando nel merito del regolamento, Ceraso ha fatto notare come lo stesso sia “una fonte secondaria” che “non può mai derogare o superare le leggi dello Stato”.
“L’Articolo 12 della Legge 241/90, citato anche nel regolamento di Cremona, dice che l’amministrazione deve “predeterminare i criteri”” ha continuato Ceraso. “Questo significa che il Comune deve fissare le regole prima di distribuire i soldi. I regolamenti comunali preve la possibilità di dare piccoli contributi diretti o patrocini onerosi per determinati eventi. Tuttavia, quando la cifra diventa ingente, si tratta di un vero e proprio piano di finanziamento delle politiche culturali/musicali cittadine”.
Ceraso ha quindi fatto notare che “su cifre così alte, la giurisprudenza della Corte dei Conti è severissima: l’assenza di un bando pubblico configura un danno potenziale alla concorrenza e favorisce ingiustamente operatori storici a discapito di altri”.
Secondo la consigliera, dunque, “distribuire 350.000 euro escludendo a monte la possibilità che altre associazioni (anche appena nate o non inserite nei circuiti storici) presentino idee o progetti viola il principio cardine dell’accessibilità e dell’imparzialità“.
Non solo: per Ceraso rischio di non fare l’avviso pubblico è “il consolidamento di privilegi“. Giustificare l’assegnazione diretta con il fatto che si finanziano “realtà storiche consolidatesi negli anni” è proprio l’argomentazione più censurabile”.
“Chi ha stabilito che le uniche reti giovanili degne di ricevere quei fondi fossero solo ed esclusivamente quelle firmatarie dei protocolli d’intesa?” ha chiesto la consigliera. “Evitando il bando pubblico, il Comune ha deciso arbitrariamente che alcuni giovani meritavano il finanziamento e altri (magari associazioni più piccole, nuove o meno note ai tavoli comunali) venivano esclusi a priori, violando il principio di uguaglianza e parità di trattamento. La crescita culturale di Cremona è un patrimonio collettivo e non può essere relegata o concessa a pochi prescelti, seppur di indubbio valore”.
Sulla stessa linea anche Alessandro Portesani (Novità a Cremona), che ha chiesto all’assessore Burgazzi se, dovendo riprogettare oggi Forte Fortissimo da zero, sceglierebbe ancora la stessa strada o se valuterebbe procedure differenti. “Perché il Comune ha scelto direttamente chi dovesse partecipare e chi invece restasse escluso?”, ha domandato.
Anche Carassai (Forza Italia) ha evidenziato l’assenza di criteri oggettivi per l’assegnazione dei contributi. “La trasparenza consiste nel mettere tutti nelle condizioni di capire come sono state fatte determinate scelte”, ha osservato.
A difendere l’operato dell’amministrazione è stato innanzitutto Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona), che ha ricondotto la questione al piano strettamente normativo. Secondo il consigliere, “l’importo complessivo non è stato assegnato a un unico soggetto, ma suddiviso tra numerose associazioni, nessuna delle quali ha ricevuto contributi superiori ai 150mila euro.
“Per questo – ha spiegato – non esiste alcun obbligo di ricorrere a un bando pubblico. L’articolo 12 disciplina le modalità di concessione dei contributi da parte delle amministrazioni e, nel nostro caso, il comportamento dell’ente è stato corretto”.
Anche Marialuisa D’Ambrosio (Cremona Sei tu) ha ricordato come l’Ufficio Musica sia nato proprio con la funzione di coordinare le iniziative culturali del territorio. “Sono arrivate numerose richieste e sono stati assegnati contributi alle associazioni. Non mi risulta che qualcuno sia stato escluso”.
Secondo Paolo La Sala (Fare Nuova Cremona Attiva), invece, il giudizio deve essere soprattutto politico. “L’amministrazione ha fatto scelte che stanno portando risultati. Se queste scelte producono eventi di qualità e festival di rilevanza nazionale che si svolgono senza creare problemi di ordine pubblico, credo che non possano essere contestate sul piano politico”.
E’ stato infine l’assessore Burgazzi a rispondere nel merito, ricostruendo la filosofia che ha guidato la nascita di Forte Fortissimo. “Non si tratta semplicemente di una rassegna, ma del contenitore delle attività che il Comune promuove per valorizzare la musica in città, un progetto sostenuto anche dalla Fondazione Comunitaria”.
L’assessore ha spiegato che il Comune utilizza strumenti diversi a seconda dei casi. “Quando il Comune è organizzatore diretto, come per la Festa del Torrone, il Capodanno o la Festa della Musica, si procede con affidamenti di servizi. Diverso è il rapporto con le associazioni che negli anni hanno costruito propri eventi e che vengono inserite nella programmazione dopo un confronto con l’amministrazione. Questa è una precisa scelta politica: valorizzare il tessuto culturale della città”.
Burgazzi ha poi rivendicato l’ampliamento del numero di associazioni coinvolte negli ultimi anni e la volontà di sostenere anche eventi di medie dimensioni, in un mercato sempre più orientato verso grandi festival. “Voglio che Cremona possa permettersi di ospitare concerti che normalmente richiedono biglietti da almeno 90 euro, perché oggi il mercato punta su eventi che abbiano un pubblico di minimo 30mila persone. E i luoghi che abbiamo in città possono ospitarne al massimo 8mila”.
Sul piano tecnico è intervenuta la dirigente Bondioni, che ha chiarito come Forte Fortissimo non sia una manifestazione organizzata direttamente dal Comune, bensì un contenitore che raccoglie eventi differenti coordinati dall’amministrazione.
“Nei documenti di indirizzo non si parla di co-progettazione”, ha precisato. I contributi, ha spiegato, “sono stati assegnati applicando il regolamento comunale vigente in materia di contributi e sovvenzioni. Posso attestare che agli atti del Comune non esiste alcuna richiesta di contributo che non sia stata istruita e valutata attentamente”.
La dirigente ha però riconosciuto una criticità. “L’utilizzo di un regolamento risalente al 1992 per iniziative che oggi hanno un impatto così importante è una condizione che sarebbe opportuno superare, definendo strumenti più aggiornati e differenziati”.
Un’osservazione raccolta anche dall’assessore Burgazzi, che ha confermato come l’amministrazione stia già lavorando alla stesura di un nuovo regolamento, destinato a essere discusso nelle commissioni competenti.
In chiusura, Cappelletti e Ceraso hanno ribadito la richiesta di introdurre in futuro un avviso pubblico, ritenuto lo strumento più trasparente per documentare criteri, modalità di selezione e assegnazione dei contributi. Una proposta che potrebbe trovare spazio proprio nell’ambito della revisione del regolamento annunciata dall’amministrazione.