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Confermato trasferimento
alla Feraboli di Cr per operai
della emiliana Unigreen

Foto Sessa

E’ confermato il trasferimento alla Maschio-Feraboli di Cremona dei 35 lavoratori di Reggio Emilia dipendenti della Unigreen (anch’essa parte del gruppo Maschio Gaspardo), che chiuderà a fine anno. L’ipotesi di Cremona era già stata ventilata, ma ci sono voluti venti giorni di occupazione e di sciopero per convincere la proprietà ad accettare questa soluzione. Come riportano i quotidiani emiliani, inizialmente la proposta era un trasferimento in provincia di Pordenone, ad una distanza che per chi abitava a Reggio Emilia era impensabile.

“Un risultato insperato” ha detto 
Simone Vecchi della Fiom Cgil reggiana. Di fronte all’irremovibile posizione della proprietà, il gruppo friulano Maschio Gaspardo, di chiudere l’impianto di Roncocesi a fine anno, dipendenti, sindacato e istituzioni sono riusciti a ottenere una contropartita al trasferimento a Cremona della produzione di macchine per l’agricoltura. Un accordo che, approvato all’unanimità dai lavoratori, oggi sarà formalmente siglato nella sede della Provincia.

Come ha spiegato lo stesso Vecchi, l’azienda metterà gratuitamente a disposizione dei lavoratori un pullman che alle 7.30 partirà da Reggio alla volta di Cremona e farà ritorno in città alle 17.30. “Abbiamo ottenuto la riduzione di un’ora di lavoro al giorno (da 8 a 7) a parità di salario, la possibilità di riorganizzare la produzione permettendo di ridurre la pausa pranzo di mezz’ora” ha spiegato ancora il sindacalista. Per i lavoratori che si trasferiranno c’è la garanzia di mantenere le proprie mansioni e le attuali condizioni normative ed economiche. Per i lavoratori che sceglieranno invece di non trasferirsi, o  lo decideranno entro il 31 dicembre 2017, è previsto un incentivo di 30mila euro lordi, più l’indennità di mancato preavviso. Dunque la produzione di atomizzatori per l’agricoltura che caratterizzava lo stabilimento di Roncocesi verrà mantenuta in futuro, e in via esclusiva, nello stabilimento cremonese.

Sicuramente, questo non è sufficiente a dissipare le incertezze sul futuro della Maschio Gaspardo, gruppo gravato da quasi 200 milioni di debiti e praticamente in mano a una ventina di banche creditrici.

lb

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