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Provincia: altra stretta
sui costi, si taglia
anche sui pc

Nel giorno in cui il ministro Madia, a Roma, ha incontrato i sindacati per annunciare i contenuti della prossima legge di riforma del pubblico impiego, la Provincia di Cremona annuncia un nuovo piano di risparmi per far quadrare il bilancio 2016. Il documento, firmato dal vicepresidente Davide Viola e dal vice segretario generale Rinalda Bellotti, è per l’esattezza il “Piano triennale 2016/2018 per l’individuazione di misure finalizzate alla razionalizzazione” e contiene ulteriori strette sulle spese oltre a quelle che l’ente sta già sperimentando da due anni a questa parte. Si parte dalle economie su fotocopiatrici e stampanti, fino all’abbandono delle centraline telefoniche più obsolete, a cominciare da quella che governa gli uffici di via Dante, sede che dovrebbe essere dismessa presto. Non potranno essere investite maggiori risorse, rispetto al 2015, neanche nei centralini delle scuole secondarie superiori, che dipendono dall’ente: confermati quindi gli stessi tetti di spesa per manutenzioni, cablaggi, assistenza e cioè 8500 euro al massimo in un anno.

Non è previsto l’acquisto di nessun nuovo pc: per rimpiazzare i più vecchi, verranno fatti ruotare quelli non più utilizzati dai colleghi che hanno scelto, o sono stati dirottati, in altri enti a seguito della riduzione delle funzioni provinciali. Si punta inoltre, ad un risparmio di 13 euro all’ora (di media) per gli interventi di manutenzione hardware. Mentre per quanto riguarda i software, si continuerà ovviamente a percorrere la strada degli open source, come ormai sta avvenendo ovunque. Niente nuovi acquisti nel parco auto, anzi la Provincia ha perso i mezzi in dotazione all’Agricoltura, diventata di competenza regionale; e sarà sempre più oculata l’assegnazione dei cellulari, cercando contratti migliorativi coi gestori. Anche la Vigilanza sarà sempre più ridotta, riducendola ai casi veramente essenziali come la sala delle armi della Polizia provinciale: tra 2013 e 2014 la riduzione di questa voce di spesa è stata di ben il 61%.

Ovviamente verrà portato avanti il piano di dismissione degli immobili (Toscolano Maderno e Borno i più rilevanti), invenduti da tempo, anche se ormai lo scenario immobiliare prefigura introiti sempre più miseri rispetto alle aspettative. Significativi risparmi potranno venire negli anni futuri per i costi di gestione degli edifici scolastici, grazie al piano di investimenti strutturali.  In particolare, la realizzazione della nuova sede del Racchetti di Crema (per cui la Provincia di Cremona è arrivata prima  in Lombardia sul bando #labuonascuola per progetti innovativi) ad un costo previsto di 11 milioni di euro, produrrà a regime un risparmio di affitti per oltre 345mila euro l’anno. Mentre a Cremona, si punta ad ammodernare in chiave di risparmio energetico l’istituto Einaudi, con un complesso intervento sui serramenti, materiali isolanti e con l’installazione di pannelli fotovoltaici. Verranno sostituiti gli interruttori della luce con segnali ad infrarosso e saranno pure cambiati i rubinetti per evitare sprechi d’acqua: il tutto con un dimezzamento dei costi per le utenze della scuola che dovrebbero passare, secondo le previsioni, da 28 a 14mila euro l’anno.

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