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Oncologia: pubblicato
importante studio, Cremona
tra centri europei di ricerca

Il prof. Rodolfo Passalacqua

Importante riconoscimento della comunità scientifica per il lavoro svolto dall’equipe di oncologia medica dell’ospedale di Cremona, diretta dal professor Rodolfo Passalacqua. Il reparto cremonese fa parte del gruppo internazionale di ricerca Mindact, finanziato anche dall’Unione Europea, che nell’arco degli ultimi 8 anni ha monitorato i risultati delle indagini diagnostiche su donne ammalate di cancro al seno attraverso lo strumento del Mammaprint. All’ospedale di Cremona, dal 2009 ad oggi sono state controllati circa 300 casi di carcinoma mammario.

Oggi gli esiti finali dello studio, che ha coinvolto oltre 6000 donne in Europa e 120 centri italiani di ricerca clinica oncologica, sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine, una delle più autorevoli riviste medico-scientifiche al mondo. Lo studio Mindact si basa sull’utilizzo del test genomico Mammaprint, che permette di classificare i tumori in alto o basso rischio di recidiva/ricaduta, attraverso un’accurata analisi di espressione genetica. Dopo l’intervento chirurgico, la scelta terapeutica medica (se ricorrere a chemioterapia, ormonoterapia…), si basa solitamente sulle caratteristiche cliniche e patologiche del tumore (ad esempio dimensioni, grado di malignità, stato linfonodale ecc). Grazie al test genomico, il medico clinico ha a disposizione un’arma in più. Le informazioni fornite dal test infatti, unitamente ai risultati dell’esame istologico, permettono di stabilire con maggiore accuratezza e precisione il percorso terapeutico personalizzato per ogni singolo paziente.

In tutta Europa – si legge nello studio –  sono state testate 6693 donne con carcinoma mammario in stadio precoce, delle quali è stato determinato per ciascuna il ‘rischio clinico’ e il ‘rischio genomico’. Quelle a basso rischio (sia genomico che clinico) non  sono state sottoposte a chemioterapia, quelle ad alto rischio sì. Per i casi intermedi sono state adottate varie dosi chemioterapiche. L’obiettivo primario era di valutare il tasso di sopravvivenza a 5 anni delle pazienti con caratteristiche cliniche di alto rischio, ma con un profilo basso di espressione genica. 1550 pazienti, il 23,2%, presentava queste caratteristiche. Le conclusioni dello studio portano a dire che circa il 46% delle donne con cancro al seno che sono ad alto rischio clinico potrebbe non richiedere la chemioterapia.

Il test genomico non rappresenta una novità per Cremona: dal 2009 l’Azienda di Cremona ha a disposizione Mammaprint e vanta in Italia il numero più alto di utilizzo di questo test per il tumore mammario. Il primario del dipartimento di Oncologia cremonese, Passalacqua, fa parte del comitato esecutivo dello studio internazionale Mindact Trial di cui è il referente per i centri italiani. Fa inoltre parte del gruppo scientifico BIG (Breast International Group) con sede a Bruxelles e dello “Steering Committee” del Transbig (ricerca translazionale del BIG).

g.biagi

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