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Mago a processo per truffa
Per il pm va assolto. Difesa:
'Solo pratica commerciale'

Non c’è il reato di truffa, secondo il pm, che al giudice ha chiesto l’assoluzione di mago Osvaldo Guillermo Berretta, finito a processo con l'accusa di aver raggirato un cremonese.

Non c’è il reato di truffa, secondo il pm onorario Barbara Tagliafierro, che al giudice Cristina Pavarani ha chiesto l’assoluzione dell’imputato, mago Osvaldo Guillermo Berretta, 62 anni, con studio a Monselice, in provincia di Padova. Il mago era stato denunciato da Mario, un giovane cremonese con problemi di ansia e depressione che quattro anni fa, dopo averlo visto su una rete televisiva, aveva contattato Osvaldo per trovare lavoro. Per vedere risultati, il cremonese, dal 1998 invalido civile al 100%, aveva comprato per 57 euro una candela da rituale e aveva seguito le istruzioni. Ma il lavoro non è arrivato. Ed è partita la denuncia per truffa.

“Nel mago non c’è stata la volontà di raggirare”, ha spiegato a sua volta il legale dell’imputato Alessia Vismarra, che, come il pm, ha chiesto l’assoluzione. “Al di là dei contatti telefonici non c’è mai stato altro. Il mago non ha mai insistito, la sua è stata solo una normale pratica commerciale”.

Nel processo, Mario si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Silvia Farina che, al contrario di accusa e difesa, ha sostenuto la sussistenza del reato. “Un raggiro, quello del mago, che ha agito sulla psiche della vittima, le sue parole hanno creato nel mio cliente l’erroneo convincimento che la sua condizione avrebbe potuto migliorare. Invece si è sentito preso in giro”.

A spiegare i fatti era stato lo stesso Mario durante la scorsa udienza. “Ho detto al mago che avevo problemi di ansia, ma lui sulla salute non trattava. Io volevo trovare lavoro. Volevo comprare una delle candele che aveva mostrato in tv”. Tramite raccomandata, Mario aveva acquistato per 57 euro una candela da rituale che gli era arrivata a casa insieme ad una pietra e a delle istruzioni. “Avrei dovuto accenderla il 31 ottobre”, aveva spiegato al giudice il cremonese, “e concentrami sul mio scopo, così avrei visto i risultati”. Passati tre giorni, però, Mario non aveva ancora trovato lavoro, e così aveva ricontattato il mago. “Una volta ha riattaccato, poi mi ha detto di richiamarlo perché era impegnato, e una terza mi ha risposto dicendomi che evidentemente avevo un blocco negativo e che quindi bisognava fare un’ulteriore offerta a questa entità, consigliandomi di mettere rum su quella candela, oppure di comprarne un’altra. Così ho fatto. Sono andato al supermercato a comprare un’altra candela, ma non è successo niente”.

A processo, Osvaldo Guillermo Berretta, italo argentino, padre di quattro figli, non si è mai presentato, ma non ci sta a passare per un truffatore: “Io non faccio che consigliare, non illudo nessuno. Quel ragazzo, prima mi ha chiesto 300 euro, poi ne voleva 150, poi almeno che gli restituissi i 50 euro, altrimenti mi avrebbe sputtanato dappertutto. A quel punto ho deciso di non rispondere più alle provocazioni”.

La sentenza arriverà il prossimo 14 ottobre.

Sara Pizzorni

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