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Il 'Sogno' di Shakespeare
al Ponchielli tra
erotismo e comicità

Foto Sessa

È un Sogno dalle forti connotazioni erotiche e comiche quello andato in scena ieri sera al Ponchielli, titolo che ha aperto ufficialmente la stagione teatrale omaggiando il ‘Bardo’ nel 400esimo anniversario della morte.
Scritto da Shakespeare poco più che trentenne, Sogno di una notte di mezza estate è una storia intramontabile costellata di magia, una commedia degli equivoci spesso inserita nei programmi scolastici. Ecco da dove nasce la presenza massiccia di studenti ieri in un Ponchielli da tutto esaurito, che hanno mostrato con applausi e risate di aver gradito la cifra stilistica proposta dal regista Elio De Capitani. Più perplessi invece gli amanti dei classici in veste tradizionale, nello scoprire per esempio uno degli artigiani rappresentato come un cuoco delle valli montane. De Capitani, che su Sogno lavora dagli anni Ottanta, ha recuperato un’edizione storica del 97 fatta di eccessi ma curata in ogni dettaglio. Come le scene ideate da Carlo Sala, nelle quali troneggia un arco trionfale segno dell’Atene neoclassica in cui Teseo ed Ippolita sono prossimi a celebrare le nozze. O i costumi, creati da Ferdinando Bruni, che ha saputo esprimere tutta la suggestione del bosco negli abiti di elfi e fate. Bravi gli attori, atletici e quasi acrobatici sul palco, calati nei ruoli di personaggi a tratti più votati al sesso che all’amore. Lo spettacolo sarà riproposto al Ponchielli sabato alle 20.30, mentre questa sera il teatro cremonese aprirà la stagione lirica con A midsummer night’s dream di Britten, opera inserita nel “progetto Shakespeare”.

Federica Priori

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