“Pesi cento chili, sei peggio di un animale”. Umiliata, picchiata, minacciata e violentata
Maltrattamenti alla compagna avvenuti anche alla presenza della figlia minore. A processo c'è un 29enne residente a Cremona, accusato anche di violenza sessuale
Un 29enne residente a Cremona è a processo con le accuse di maltrattamenti nei confronti della compagna, anche lei di 29 anni, comportamenti che per l’accusa erano avvenuti spesso alla presenza della loro figlia minorenne. L’uomo deve anche rispondere di violenza sessuale. L’arco di tempo contestato va dal 2020 al dicembre del 2024.
“Fai schifo come donna, i tuoi genitori hanno sbagliato a metterti al mondo, se morissi davanti a me godrei solamente, sei peggio di un animale, pesi cento chili, piuttosto ammazzati, sei stata solo un’incubatrice per tua figlia“: sono alcune delle frasi che l’imputato, spesso sotto l’effetto di sostanze alcoliche, avrebbe detto alla giovane, che nel processo è parte civile attraverso l’avvocato Simona Bozuffi.
La vittima era stata anche minacciata di morte: “Do fuoco a te e alla tua famiglia, ti prendo la bambina e non te la faccio più vedere”. Non solo: l’uomo le aveva impedito di frequentare amici e ostacolava i contatti con i suoi familiari, allontanandola da tutte le sue conoscenze, e inoltre non voleva che frequentasse un corso di formazione professionale. Non voleva nemmeno che andasse in garage o in cantina a prendere i vestiti invernali per lei e la figlia, dicendo che siccome lei pesava cento chili non ne aveva bisogno. Lui controllava anche gli spostamenti della compagna, il telefono e il suo conto corrente.

“La prossima volta che parli, questo lo hai in faccia”, le aveva detto il 6 dicembre del 2024 durante una lite, serrando un pugno a poca distanza dal suo viso. Parole proferite alla presenza della loro bambina, che, spaventata, si era rifugiata in un angolo dietro un mobile, chiamando la madre e spingendo via il padre, dicendogli di andarsene via.
In varie occasioni l’imputato aveva strattonato la compagna, le aveva tirato i capelli, l’aveva colpita con un pugno davanti alla figlia, e in seguito ad una lite per la telecamera in casa che lui aveva installato per controllare il cane (per l’accusa, invece, per controllare la donna), l’aveva spinta dalle scale, facendola ruzzolare per sette gradini.
Dall’aprile al dicembre del 2024, nonostante il rifiuto della 29enne, lui, spesso ubriaco, l’aveva costretta con la forza e con minaccia a subire rapporti sessuali completi.