Cronaca
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Tbc, epatite e Hiv: si rafforza il controllo sanitario in carcere

Si rafforza la rete sanitaria attorno al carcere di Cremona di Cà del Ferro. Ats, azienda ospedaliera e direzione della casa circondariale hanno sottoscritto in protocollo operativo che punta a rafforzare le misure già in essere per fare prevenzione su alcune malattie infettive o facilmente trasmissibili, in primis tubercolosi, epatite B o C e HIV, da proporre di routine.

“Nell’ipotesi – si legge nel protocollo – di presenza all’ingresso in carcere di sintomatologia sospetta per patologia
infettiva, si renderà necessario procedere agli accertamenti del caso, garantendo adeguato tempo di osservazione prima dell’inserimento del soggetto in comunità (almeno giorni 10 modificabili in relazione alle sintomatologie e alle diverse patologie infettive)”. A tutti i nuovi ingressi verrà effettuato lo screening tubercolinico, mediante Mantoux e proprio sulla tbc – malattia che era praticamente scomparsa in Italia – sembra concentrarsi l’attenzione delle autorità sanitari. Infatti, si legge nel documento, “l’ATS si impegna inoltre a svolgere l’indagine epidemiologica, in stretta collaborazione con il personale medico, per le eventuali ricadute sul territorio, ai fini di identificare nominalmente tutti i contatti del caso, compresi quelli familiari, in tutte le situazioni comprese anche quelle in attuazione di misure penali alternative o sostitutive della pena”.

Sul fronte oncologico, viene proposta l’implementazione dello screening per la prevenzione del tumore del colon retto per tutti i detenuti di età compresa tra i 50 e 69 anni di età con periodicità biennale e successivi accertamenti in caso di esame dubbio o positivo.

Tutti gli interventi di prevenzione previsti nell’accordo vengono resi dall’ATS Val Padana a titolo gratuito, secondo il dettato del Decreto Direzione Generale Sanità Regione Lombardia 26 marzo 2010.

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