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Progetto Shakespeare,
al Ponchielli la prova
aperta di Otello

Foto Luca del Pia

Nell’anno del 400° anniversario della morte di William Shakespeare proseguono gli eventi multidisciplinari (opera, prosa e concerti) di “Progetto Shakespeare” del Teatro Ponchielli e dedicati al grande drammaturgo inglese. Dopo l’inusuale abbinamento tra prosa e lirica che ha inaugurato la Stagione d’Opera 2016 con l’alternanza di A Midsummer night’s dream di Benjamin Britten e Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakesperare, sul palco del Ponchielli verrà rappresentato Otello in collaborazione con il Teatro dell’Elfo di Milano e per la regia di Elio De Capitani. Otello debutterà a Milano in prima nazionale il 24 ottobre, ma a Cremona si potrà assistere in anteprima alla “prova aperta” sabato 15 ottobre alle ore 20.30. Biglietti: posto unico numerato € 10,00 – ridotto abbonati € 8,00; biglietto studenti €8,00.
Otello è il primo titolo che la compagnia di Shakespeare – divenuta King’s Men con l’ascesa al trono di Giacomo I – recitò di fronte al nuovo sovrano d’Inghilterra tra il novembre 1604 e il febbraio del 1605. Come molti capolavori del Bardo, ha avuto una fortuna enorme, riscritto per la lirica, per il cinema e per il balletto, così denso com’è di sangue, passione e intrigo.
Lo spettacolo di Elio De Capitani e di Lisa Ferlazzo Natoli si muove tra due nuclei tematici: tragedia della gelosia e tragedia del “veleno sociale”. Se Jago è un manipolatore, un “untore ideologico”, pochi personaggi sembrano immuni dal suo contagio, come da quello dei pregiudizi sociali: lo stesso Otello riversa su Desdemona il veleno che fino ad allora ha bevuto dalle labbra di Jago, in una scena che De Capitani considera «nodale, un istante tragico che più di ogni altro mi affascina per la sua dimensione di precipizio». Qui si saldano i due temi centrali: «Mettere in scena Otello, oggi, è un modo per fare i conti non solo con la xenofobia, ma con la misoginia e il femminicidio». «Persino Emilia, donna sagace e coraggiosa, ma innamorata del marito, è vittima della macchina infernale che Jago ha allestito. Ma Shakespeare sceglie lei, una donna, per svelare e smontare questo grumo di menzogna, gelosia, odio e morte, mostrando per l’ennesima volta una sensibilità certamente femminista, non comune per la sua epoca».

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