Cronaca

Clonava e ricaricava virtualmente chiavette per cibi e bevande, denunciato

AGGIORNAMENTO – Un 52enne è stato denunciato per accesso abusivo a sistema telematico finalizzato alla frode informatica per aver clonato con uno skimmer chiavette per l’acquisto di bevande e alimenti e per averle ricaricate solo virtualmente provocando un danno economico da 1700 euro. L’uomo, residente nel Cremonese, è stato deferito dai Carabinieri del Nor della Compagnia di Cremona al termine di un’attività investigativa nata quando il titolare della ditta “DABA snc” di Cremona ha sporto denuncia per il danno da 1700 euro riguardante la clonazione di chiavette per bevande e alimenti dell’area ristoro della società di trasporto urbano Km spa.

In particolare era stata segnalata l’azione di uno sconosciuto che mediante un sistema informatico ricaricava il credito di chiavette che poi venivano utilizzate all’interno dell’area. Gli operanti hanno notato il comportamento sospetto del 52enne, dipendente di una società che si occupa della manutenzione degli impianti del teleriscaldamento, un tempo accorpata ad Aem, che con diverse chiavette, procedeva all’acquisto indiscriminato di prodotti, offrendo ai colleghi e persone che trovava nella sala ristoro.

Le successive verifiche sui codice delle chiavette da lui utilizzate hanno permesso di chiarire che di fatto la ricarica veniva eseguita in maniera virtuale senza il versamento di denaro nei distributori. Acquisito tale riscontro, i militari operanti hanno proceduto a rinvenire e sequestrare quattro chiavette utilizzate fraudolentemente, nonché un lettore di radiofrequenza che, collegato ad un Pc, permetteva l’acquisizione dei codici delle chiavette con cui accedeva alla memoria della stessa, modificando automaticamente i parametri del credito che veniva incrementato a proprio piacimento. Gli accertamenti conclusivi hanno permesso di stabilire che l’attività illecita era stata condotta dal mese di giugno fino ad ottobre 2016, e alcune chiavette venivano in alcune circostanze ricaricate e offerte a colleghi.

L’uomo, che davanti agli elementi raccolti dai Carabinieri ha ammesso le proprie responsabilità, è stato di conseguenza deferito per l’accesso abusivo al sistema informativo e la successiva frode.

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