Cronaca

Millanta amicizie nella finanza e promette di risolvere contenzioso con il Fisco: truffa

Un negoziante cinese aveva consegnato all'imputato più di 100.00 euro. 54enne pugliese sotto accusa. A processo pendono trattative per risarcire la vittima

Il tribunale di Cremona
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Secondo l’accusa, si era presentato come una persona con molte conoscenze nella guardia di finanza, accettando di aiutare un commerciante cinese a trovare una soluzione al contenzioso che quest’ultimo aveva con il Fisco, proprio grazie alle sue amicizie nelle Fiamme Gialle e all’Agenzia delle Entrate. La promessa era quella di fargli ottenere contributi a fondo perduto.

Si era quindi fatto consegnare dalla vittima circa 80.000 euro per la mediazione con il Fisco, e 40.000 euro per l’attività prestata in ragione del reperimento dei contributi.

Truffa, per l’accusa, reato per cui è finito a processo Antonio, un 54enne pugliese. Con l’aggravante di aver provocato alla parte offesa un danno patrimoniale di rilevante gravità: più di 100.00 euro. Nel procedimento, l’imputato è assistito dall’avvocato Carlo Alquati.

I due erano stati presentati da un amico comune nel giugno del 2019. Il cinese gli aveva confidato di avere un grosso problema con l’Agenzia delle Entrate, con la quale aveva un debito di 184.000 euro, e quando aveva saputo dall’imputato delle sue amicizie nella finanza e nello stesso ente pubblico, gli aveva chiesto una mano.

L’avvocato Alquati

Il cinese aveva consegnato al 54enne 80.000 affinchè risolvesse i suoi problemi debitori, e altri 40.000 in quanto l’imputato gli aveva promesso che si sarebbe interessato di alcuni bandi per favorire l’attività imprenditoriale di amici e parenti della vittima. Alla fine, invece, il cinese era rimasto con il suo debito da pagare e senza più nemmeno sapere nulla dei bandi.

Contattato più volte, il pugliese non aveva più risposto, rendendosi irreperibile. L’imputato nega tutte le accuse, sostenendo di non aver preso un euro e che quanto dichiarato dal cinese è completamente falso.

A processo, però, pendono trattative risarcitorie per far rimettere la querela. Si torna in aula 17 giugno.

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