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Ha una mente cremonese
il software che 'prende le
misure' a nazionale di calcio

Cosa hanno a che fare una azienda dell’IT cremonese e la Nazionale italiana di calcio? Un software. Incode è il nome dell’azienda nata e cresciuta all’ombra del Torrazzo che ha collaborato alla realizzazione dell’applicazione realizzata da BeatsTechnologies per rilevare le prestazioni sportive. Una applicazione che proprio il team degli azzurri ha adottato per valutare ed elaborare le proprie performance atletiche.
I fondatori di Incode sono Luca Bravo (front-end e sviluppo) e Antonio Molinari (specializzato nella parte più tecnica, l’architettura di software). Entrambi web developer cremonesi alla soglia dei 40 anni, si avvalgono dell’aiuto di altri due ragazzi, Andrea Antonelli e Michele Mazzucco, web designer ventiquattrenni.  Incode oggi lavora al coworking Cobox, realizzato dal consorzio Crit – Cremona Information Technology – del quale sono stati fra i fondatori –, ma non è nuova alle collaborazioni con progetti ad altissimo contenuto tecnologico e innovativo.

Incode segue due filoni: da un lato i progetti che cura direttamente per i propri clienti, dall’altro la consulenza con aziende che stanno a loro volta creando prodotti digitali, ottimizzando il software o interfacciandosi quando il cliente stesso deve fare richieste specifiche ad altre aziende.

«Nel caso di Beast – ci spiegano –, abbiamo collaborato con la start-up BeastTechnologies titolare del progetto, sull’infrastruttura di una applicazione che rileva dati su corsa, sollevamento pesi, accelerazione, ecc». Il sistema aiuta a creare le condizioni di allenamento ottimali: il sensore prende in considerazione sia come il fisico reagisce a determinati stimoli, sia lo stato di forma in quel determinato giorno (riposato o sotto stress). Una applicazione utilissima, se si pensa ai trainer e ai preparatori atletici che per motivi di distanza o di tempo non hanno la possibilità di vedere di persona l’atleta durante le sue sessioni di allenamento.

Ma non è questo l’unico importante progetto nell’ambio della sensoristica al quale Incode ha preso parte. Un altro progetto di grande interesse è infatti Qcumber, sistema utilizzato per “parametrizzare” ambienti che producono inquinamento di qualsiasi tipo: in altre parole un prodotto che permette di migliorare le performance ambientali e valutare i parametri rispetto agli standard internazionali. «Anche in questo caso – spiegano a Incode – abbiamo lavorato su un progetto che già esisteva, Qcumber. Il titolare del progetto è Algebra SRL di Desenzano.  Qui hanno grande importanza i dati geo-spaziali, dati che poi devono essere raccolti ed elaborati. Li abbiamo aiutati a migliorare il software e a interfacciarsi con realtà utili per migliorare il progetto».

A proposito di Cobox dicono: «Siamo stati fra i fondatori del consorzio Crit: scegliere Cobox è stata una scelta naturale. Qui siamo tranquilli, non siamo soli, e tante piccole aziende si sono trovate con interesse a lavorare insieme. Non è un coworking nel quale si perde l’identità». E sul Polo Tecnologico, in arrivo grazie alla mano dello stesso Crit nell’area dell’Ex Macello, aggiungono: «Il Polo arriva in una città piccola. È un evento che farà capire che il lavoro in questo tipo di ambiente c’è anche a Cremona. È importante il fatto di metterci tutti insieme. È una cosa bella da vedere, per noi sarà estremamente interessante e non dovremo più guardare solo sempre al di fuori dei nostri confini».

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