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Nuovo Consiglio provinciale
parla cremasco, capoluogo
rappresentato da An

La suddivisione politica del territorio cremonese che esce dalle elezioni di secondo livello per il consiglio provinciale, mostra una ripartizione al 50% tra centrodestra e centrosinistra, con sei consiglieri eletti per il centrodestra (la lista ‘ufficiale’ di Forza Italia, Ncd, Lega Nord e gli altri partiti centristi più quella dei ‘dissidenti’ di Forza Italia) e sei per il centrosinistra. Con un pesante 40% di amministratori (consiglieri e assessori) che non si è recato alle urne domenica 6 novembre, un’astensione significativa, segno della disaffezione per un’istituzione delegittimata dallo stesso Governo, prima attraverso la legge Delrio che l’ha prosciugata di risorse, poi con il quesito referendario che ne chiede l’abolizione.

Scorrendo la lista di voti presi da ciascun candidato, la vera sorpresa è nel centrosinistra, la lista che esprime il presidente Davide Viola: Crema, seconda città della provincia, è ampiamente rappresentata, in primis dal candidato più prestigioso, il sindaco Stefania Bonaldi, che raccoglie 8 voti dei ‘grandi elettori’ (i votanti di Crema e Cremona), più pesanti nel calcolo ponderato; e il cremasco, territorio che nella Provincia in quanto istituzione ha mostrato di non credere più, riesce a fare eleggere anche Fabio Calvi, sindaco di Rivolta d’Adda ed Ernesto Barbaglio, primo cittadino di Pianengo. Il candidato scelto dal Pd per rappresentare il capoluogo, Giovanni Gagliardi, è il primo dei non eletti, con 2970 voti (contro i 5645 di Rosolino Azzali, sindaco di Corte de Frati, il più votato): l’ex direttore generale della Provincia ha ottenuto solo i 6 voti ‘garantiti’ del comune di Cremona e niente di più, una circostanza che sta creando qualche problema nel Pd. La stessa dichiarazione a caldo del segretario provinciale Matteo Piloni, fa pensare all’avvio di una profonda riflessione sul tema: “Inutile nascondere – afferma – il dispiacere, e per certi versi lo stupore, nella mancata elezione del consigliere comunale di Cremona Giovanni Gagliardi. Persona preparata che avrebbe potuto dare un contributo importante nel proseguo di questa, ci auguriamo, breve fase di transizione. Avremo modo di comprendere meglio la gestione delle preferenze”.

Un’interpretazione più scanzonata la dà invece Ferruccio Giovetti, capogruppo di Forza Italia: “Un altro grande successo dell’amministrazione Galimberti. Se i dati delle elezioni provinciali sono confermati, Cremona città capoluogo (un quinto degli abitanti della Provincia ) sarà rappresentata solo da un consigliere di minoranza (Marcello Ventura). Il candidato Pd di Cremona è rimasto fuori. Sarebbe tutta da ridere se non fosse prima di tutto da piangere. Povera città!”.

Ventura, espressione della destra più che del centrodestra, ottiene i 4 voti dei grandi elettori e altri 12 dai comuni di più piccole dimensioni, per un ‘peso’ complessivo di 2956 voti. Restando sempre nel centrodestra, ottimo piazzamento del consigliere uscente e capolista della lista “Insieme per il territorio” Alberto Sisti, di Forza Italia, sostenuto dal gruppo di amministratori che fa riferimento a Giorgio Everet per il comune capoluogo: Sisti ottiene in tutto 5503 voti ponderati, ottenendo ben 81 preferenze tra gli elettori dei comuni piccoli e piccolissimi. Soddisfazione da parte di Everet, che però guarda più al significato complessivo di questo voto: “Il 40% di astensione significa o che la Provincia è considerata un carrozzone che non serve più a nulla, o è il segno della mancanza di rispetto degli eletti nei confronti dei propri elettori”.

La lista unitaria “Centrodestra per Cremona”, sostenuta dal coordinatore provinciale di Forza Italia Mino Jotta, guadagna 5 consiglieri, il più votato dei quali è il vicesindaco leghista di Palazzo Pignano, Virgilio Giuseppe Uberti, con 5688 voti ponderati. Secondo più votato è il veterano Gianni Rossoni, sindaco di Offanengo, 5040 voti; seguono Paolo Abruzzi, FI, di Sospiro, 4806, Giuseppe Lupo Stanghellini, FI, di Monte Cremasco, con 4064; e il già citato Ventura, espressione di An-Fratelli d’Italia.

Dunque, un capoluogo che in questo nuovo consiglio provinciale pesa pochissimo, fermo restando che Davide Viola, il presidente, è sindaco di Gadesco Pieve Delmona, comune satellite del capoluogo.

GUARDA I VOTI PRESI DA CIASCUN CANDIDATO 

g.biagi

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