Cronaca
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Postale, Sap: 'Rischio chiusura, non garantita apertura quotidiana'

Il sindacato di polizia Sap rilancia l’allarme sul taglio agli uffici di Polizia Postale e delle Comunicazioni (tra cui quello di Cremona, che finirebbe accorpato in Questura). “Oggi – si legge in una nota della segreteria provinciale – si rischia la chiusura di 70 uffici della Polizia Postale sebbene il Governo, almeno sulla carta, abbia dichiarato in più occasioni di voler stanziare 150 milioni di euro per la cybersecurity. A distanza di mesi, tuttavia, non risultano indicazioni reali. Anzi, la Polizia Postale è attualmente sottoposta a una apparente riorganizzazione che, in realtà, cela una vera e propria amputazione del settore al fine di rispettare la spending review. Il rischio è la razionalizzazione indiscriminata. Le inchieste sul cyberbullismo, sulla pedopornografia sulla rete, sui reati finanziari e che riguardano la moneta elettronica vedono la Polizia Postale come principale operatore nel contrasto del fenomeno ma tutto, allo stato attuale, è sotto la scure dei tagli e si rischia un pesante ridimensionamento del settore. Da quello che sappiamo entro pochi mesi verranno chiuse numerose sezioni provinciali della postale: un taglio di oltre 70 uffici su tutto il territorio nazionale (in Lombardia resterebbero aperti quelli di Brescia, Sondrio, Como, Milano, chiuderebbero quelli di Bergamo, Cremona, Mantova, Pavia, Varese, Lecco) che porterebbe a una diminuzione in termini di operatività non indifferente”.

“In realtà – prosegue la nota – si è fatto in modo che negli uffici della Polizia Postale non venisse più inviato il personale deputato a sostituire quello in uscita con il risultato che sulla carta gli uffici restano aperti ma in pratica si andranno a impoverire le risorse umane, riducendo ogni sezione a 3 o 4 operatori. A Cremona attualmente presso la Sezione della Polizia Postale sono rimasti soltanto tre operatori, di cui uno attualmente assente, e in queste condizioni i ‘superstiti’ non sono più in grado di assicurare in tempi rapidi come prima le decine e decine di fascicoli d’indagine di loro competenza e soprattutto non sono più in grado di garantire l’apertura quotidiana ai cittadini per raccogliere le sempre più numerose denunce di furti d’identità, clonazioni di carte di credito, cyberbullismo, stalking di tipo informatico e i numerosi fenomeni criminosi per i quali la Polizia Postale di Cremona si è sempre dimostrata un ‘fiore all’occhiello’ per la comunità”.

Un danno per i cittadini secondo il Sap: “Quale è il risultato? Che i cittadini troveranno gli uffici chiusi sempre più spesso e dovranno rivolgersi alla Questura o ai presidi dell’Arma con aggravio di tempo e risorse. Ci chiediamo: ha senso tenere aperto un Ufficio con due operatori che ovviamente non possono essere sempre presenti?  Non capiamo dove possa essere il risparmio reale visto che notoriamente la Polizia Postale è ospitata all’interno di un immobile delle Poste che mettono a disposizione tutte le restanti infrastrutture. Cosa si risparmia depotenziandole e chiudendole? Nulla. In realtà lo scopo esclusivo appare quello di rimediare in questo modo ai problemi di sotto-organico, anziché assumere nuovi operatori, anche perché in Lombardia, la chiusura degli uffici della postale porterebbe un risparmio di 30 agenti al massimo. Staremo a vedere se negli emendamenti delle legge di stabilità verrà posto rimedio a questa situazione paradossale che come sempre va esclusivamente a discapito dei cittadini che vedono i servizi diminuire progressivamente”.

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