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Comune mette una toppa
a palazzo Soldi: intervento
d'urgenza ai tetti

E' uno dei tanti contenitori vuoti in centro storico, senza una destinazione d'uso e bisognoso di una profonda ristrutturazione: scoperte infiltrazioni dalle coperture che hanno danneggiato anche il palazzo confinante.

Il Comune mette mano ai tetti di palazzo Soldi, per tamponare una falla dei tetti che stava procurando infiltrazioni al palazzo limitrofo. Ad avvertire il Comune che qualcosa non andava sono stati proprio i confinanti, che hanno lamentato ingenti danni a murature, pavimenti e mobilio. Da un’ispezione ai tetti è risultato che numerose tegole marsigliesi sono spezzate e questo ha causato infiltrazioni anche al piano superiore dello stesso palazzo Soldi e lungo il corridoio di confine. Risultato: intervento di emergenza da parte del Comune per circa 12mila euro.

Da tempo palazzo Soldi non è più utilizzato come succursale delle scuole superiori presenti in via Palestro. Tempo fa, invece, ospitava le classi di diversi istituti con carenza di aule, ad esempio Beltrami ed Anguissola. Anche allora le condizioni non erano delle migliori e infiltrazioni e problemi all’impianto di riscaldamento non erano cosa rara. I problemi del palazzo, uno dei tanti contenitori vuoti in centro storico di proprietà comunale, erano stati accuratamente descritti nella tesi di laurea della studentessa Giorgia Pagotto discussa presso il Politecnico, che ipotizzava anche un intervento di recupero. “La destinazione a scuola – si legge nell’introduzione –  ha permesso una discreta manutenzione del palazzo, ma ha anche aggiunto elementi necessari per un adeguamento normativo che a tutt’oggi risultano problematici. Uno degli interventi più visibili è quello della ritinteggiatura. Tutti i locali interni e le facciate esterne vennero ritinteggiate con una tinta sintetica di colore ocra. Questo intervento è stato dannoso per la traspirazione delle pareti, già un problema durante l’uso scolastico. Il degrado legato all’umidità è molto più evidente al piano terra. Vi sono zone del palazzo che sono maggiormente soggette a questo fenomeno; sono le stanze al piano terra e il portico: si trovano in corrrispondenza dei locali del piano cantine. Le cantine, va ricordato, vennero trasformate in rifugio antiaereo (…) e vennero chiuse  alcune bocche di lupo che favorivano l’aerazione del palazzo. Le due parti del palazzo, quella costruita nel cinquecento e quella aggiunta nei primi del novecento (epoca fascista) hanno reagito all’intervento di ritinteggiatura in maniera diversa: la parte più antica fu realizzata in muratura piena con uno spessore di 50 cm, i locali sono alti mediamente 4 m al piano terra e 6 m al piano nobile con soffitto a volta (alcune sono in muratura altre in incannicciato). Osservando la parte aggiunta in epoca fascista si nota, oltre alle differenze legate alla geometria dei locali (più bassi) anche quella della tecnica costruttiva: i tamponamenti verticali sono stati realizzati con mattoni forati avente uno spessore inferiore (30 cm). Inoltre la parte fascista non possiede i locali delle cantine. Altro fenomeno, di manifestazione più recente, sono le infiltrazioni d’acqua molto evidenti nella parte superiore del palazzo. I pluviali vennero installati parzialmente incassati nella muratura delle facciata e in seguito a rotture e alla mancata manutenzione, l’acqua piovana non viene smaltita correttamente. Il palazzo possiede un sistema pluviale a volte discontinuo ed altre addirittura assente con canali di scolo delle acque non adeguati e interessati da fenomeni di perdita. Le problematiche più evidenti all’interno sono legate al comportamento termico dell’edificio (…)

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