Cronaca

Fondazione Cariplo, 200mila euro per due progetti in città

Finanziati con 500mila euro cinque progetti in provincia di Cremona dalla Fondazione Cariplo. Con la collaborazione della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona – Onlus, il bando è stato emanato per progetti diretti a perseguire obiettivi coerenti con i piani di azione di Fondazione Cariplo che, per la loro dimensione siano in grado di dar vita ad un processo di pianificazione strategica territoriale, coinvolgendo la Fondazione di Comunità quale detentrice della visione territoriale nel valutare l’ammissibilità e la qualità dei progetti stessi. Due i progetti che riguardano Cremona (gli altri interessano Casalmaggiore e l’area cremasca).

Il primo è quello della Società Consortile Cooperativa Sociale “Armonia” e denominato “Civico 81 – ex Saveriani: valori di sempre in spazi rigenerati”. Assegnati 100mila euro per “la rigenerazione di un luogo caro alla città di Cremona, sorto per fini sociali, implementando strumenti di partecipazione con la realizzazione di nuovi servizi per la comunità cittadina ed in particolare del quartiere in cui la sede è posta, affinché diventi luogo della responsabilità per la cura degli spazi, delle relazioni e dei bisogni dei più deboli. L’obiettivo è di restituire ai cittadini alcuni spazi di fruizione: la chiesa, il parco, la sala polifunzionale, l’area co-working, implementando strumenti di partecipazione e di cura, nonché strumenti e stili responsabili rispetto ai consumi in tutta l’area, promuovendo anche momenti di comunità”.

L’altro è quello del Comune di Cremona denominato “Cittadinanza in movimento: sulla strada della partecipazione – Quartiere Po”. Anche qui 100mila euro. Questa la descrizione del progetto: “L’esame della situazione demografico-sociale del Quartiere Po (preso in considerazione) delinea chiaramente quali sono le condizioni per la realizzazione delle azioni programmate, nonché gli elementi di criticità a cui le strategie previste nel progetto daranno risposte e risoluzioni. Si prevede infatti un graduale ripensamento del concetto di spazio pubblico in concertazione con esperti di politiche urbane sia con gruppi di cittadini attivi portatori di interessi nella fruizione e cura degli spazi interessati, finalizzato anche alla costruzione di modalità integrate di programmazione delle politiche. Gli obiettivi da raggiungere sono molteplici, in particolare vi è l’attivazione delle condizioni fondamentali per la trasformazione dal bene pubblico al bene comune, ossia di interesse generale quali: qualità del contesto urbano; la generatività di legami sociali e di prossimità rispetto alla fruizione del bene e alla sua cura; incremento del capitale giovanile nei processi di partecipazione; riduzione degli ostacoli di accesso e di fruizione dei beni, eccetera”.

 

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