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Minoranza sfilacciata su
v Bs. Fare Nuova Città: 'In tre
a votare la mozione Fasani'

L’associazione Fare Nuova la Città interviene sul dibattito su via Brescia innescato lunedì in consiglio comunale dalla mozione di Federico Fasani (Ncd). “Significativo epilogo per l’ennesima mozione sul sottopasso di via Brescia firmata dai consiglieri di minoranza”, afferma l’associazione  presieduta da Alfredo Martini e da cui è scaturita la candidatura di Gianluca Galimberti. Ripercorrendo la lunga discussione consigliare, vengono ricordati i complicati esordi del dibattito, con “il Segretario Generale, interpellato da un consigliere di Maggioranza” che dichiara la mozione “tecnicamente non di competenza del consiglio comunale. Poi il primo firmatario Fasani decide di auto emendare la propria mozione, dicendo che intendeva così circoscrivere il dibattito al solo aspetto politico: non impegnava più la Giunta a pagare, ma a chiedere alla Corte dei Conti se pagare o no. Geniale! O un poco ridicolo?”
Il dibattito – continua FNlC –  finalmente, decolla rapidamente, con la minoranza che interviene senza tenere minimamente in considerazione i dati di realtà della questione e i consiglieri di maggioranza che provano a descrivere gli elementi reali che hanno portato alla decisione politica del senso unico di marcia. Da una parte la logica di una scelta che ha l’obiettivo di tutelare maggiormente ciclisti e pedoni, ma anche le auto che passano lì sotto, dall’altra i firmatari della mozione che lanciano accuse, scordandosi la storia del sottopasso e non considerando le dimensioni attuali del manufatto”.

Poi, la punzecchiatura ai consiglieri di minoranza (e ai giornalisti) che a dispetto della firma unitaria (Lega esclusa) sotto il testo della mozione, a fine serata non resistono al protrarsi del dibattito: “Così, dopo due ore  di discussione (con visibilità agli interventi della maggioranza pari a zero su alcuni giornali), le forze di minoranza danno dimostrazione di quanto politicamente sentito fosse questo caso: nemmeno tutti i firmatari della mozione restano in aula fino alla fine per votarla. Rimangono in tre: Fasani, Giovetti e Carpani. Tutti gli altri sono andati via prima del voto o sono assenti.
Forse le spiegazioni date in commissione (a cui Fasani non ha partecipato) dall’Assessore e dai tecnici comunali non hanno chiarito anche ai firmatari la questione”.
Ecco, allora, il riepilogo delle cifre: “Per la scelta viabilistica legata alla pista ciclabile, la Regione Lombardia ha chiesto una restituzione di 204 mila euro, non di 522 mila. I restanti 317 mila euro sarebbero stati chiesti comunque (… anche alla Giunta Perri, che avrebbe mantenuto il doppio senso senza passaggio delle biciclette), perché relativi a ragioni tecnico-contabili, legate alle tre opere via Brescia, via Persico e San Felice. Occorre inoltre ribadire che la pista ciclabile non ha comportato costi aggiuntivi per la realizzazione: il sottopasso con i 2 sensi di marcia per le auto (progetto dell’Amministrazione Perri) e quello attuale con la pista ciclabile (progetto dell’Amministrazione Galimberti) hanno lo stesso costo! La Regione Lombardia ha richiesto la restituzione di 204 mila euro perché la realizzazione non è aderente al progetto approvato.
Il progetto è stato infatti approvato (con una certa pendenza e una certa dimensione) nel 2012 dalla Giunta Perri. L’Amministrazione Galimberti ha potuto solo intervenire facendo una scelta di maggior sicurezza e tenendo presenti le richieste di cittadini, in particolare di quelli che utilizzano la bicicletta o sono pedoni, in una zona della città che proprio vicino al sottopasso ha un oratorio, una scuola, un centro anziani. La minoranza avrebbe voluto impedire alle bici di bambini, genitori e anziani di passare? L’Amministrazione Galimberti e la coalizione no. Abbiamo scelto (anche in consiglio con 13 voti a favore, non tre) e lo rivendichiamo con orgoglio, l’accesso in piena sicurezza  alle auto, alle biciclette e ai pedoni. Al prezzo di 204 mila euro voluto dalla Regione? Sì, perché preservare la sicurezza dei cittadini è scelta di responsabilità e di interesse pubblico che non ha prezzo!”.

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Commenti
  • auro

    Comunque la vogliamo vedere i
    soldi andrebbero restituiti ai cittadini lombardi che pagano le tasse. Il manufatto è una delle
    peggiori opere civili mai realizzate a Cremona. Non c’è progetto urbanistico,
    di mobilità e tanto meno architettonico. Un non progetto che si è calato come
    una clava tra lo storico Palazzo del Comune di Duemiglia e la Chiesa di San
    Bernardo frantumandone lo spazio storico con assurde muraglie in cemento
    armato. Altro che rigenerazione urbana! Sarebbe bastato coordinare i progetti
    di via Persico e via Brescia e prevedere in via Brescia solo un collegamento
    pedonale e ciclabile, ben inserito nel contesto storico. Manca totalmente una
    qualsiasi idea di quale città si intenda realizzare e così facendo avremo una
    città sempre più squalificata

  • bakabuta

    uscite senza senso quelle di fare nuova la città. hanno dichiaratamente sbagliato con il resto della giunta e accusano altri, i sostenitori del sindaco sono sempre pronti ad auto giustificarsi, auto lodarsi etc..
    insomma mai che ammettano una colpa e che offrano ai cittadini la possibilità di capire come finiranno i loro soldi. Signori di FNlC: noi cittadini non siamo né bambini né stupidi come molti pensano, lodare se stessi per attaccare altri è un gioco da scuole elementari che, sinceramente, getta un’immagine pessima sul vostro movimento politico