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Pm10, 69 giorni
di superamento nel 2016
Legambiente: 'Bisogna agire'

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A Cremona una concentrazione media annua di pm10 pari a 32,3 microgrammi per metro cubo e 69 i giorni in cui almeno una centralina ha superato il limite di 50 microgrammi. Sono i numeri che evidenzia Legambiente Lombardia, spingendo affinché nel 2017 si faccia “molto di più nella lotta all’inquinamento dell’aria” in regione” (il dato elaborato da Legambiente è maggiore di quello ufficiale, anche se in modo non determinante: infatti viene calcolato come giorno di superamento quello in cui almeno una centralina urbana riporta il superamento della soglia; nei dati ufficiali invece il dato è riferito esclusivamente alla centralina peggiore, il che però genera sottostime in quanto non vengono computati i giorni in cui quella specifica centralina non riporta dati a causa di malfunzionamenti).

“Archiviato il 2016 come un anno ‘di transizione’ grazie al grosso aiuto dalla climatologia, e nonostante il ripetersi di un implacabile dicembre, le concentrazioni medie annue della Pianura Padana si sono mantenute lontane dai livelli terribili dei primi anni 2000, e in nessun capoluogo è stata superata la media annua di 40 microgrammi/mc di polveri PM10 indicata dalla UE come limite perentorio”, si legge in una nota dell’associazione. “Sembrerebbe una buona notizia, in realtà, quel limite è unanimemente riconosciuto come largamente insufficiente a tutelare la salute umana – prosegue Legambiente -, e da tempo la UE dovrebbe rivedere i propri parametri divenuti ormai obsoleti a fronte delle crescenti evidenze mediche della pericolosità dell’inquinamento da micropolveri. Siamo ancora lontani dal poter parlare di risanamento atmosferico, tuttavia le tendenze di lungo periodo sono chiare, se solo si confrontano i dati dell’anno appena concluso con quelli del precedente decennio”.

“Se per quanto riguarda la concentrazione media su base annua, nel 2016 non è stato segnalato nessuno sforamento delle norme UE – aggiunge l’associazione -, le cose vanno peggio per quanto riguarda i picchi, e l’appena concluso mese di dicembre (ma i pronostici meteo per gennaio non sono migliori) ce lo ricorda con prepotenza”.

“Anche in questo caso, a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, parliamo di dati insoddisfacenti ma, comunque, in deciso miglioramento rispetto al recente passato, quando a Milano per esempio si arrivava ad avere superamenti, mediamente, un giorno su due – dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico dell’associazione – In ogni caso, anche al netto dei capricci climatici che hanno un ruolo importante nel determinare le variazioni annuali, anche dai dati sui superamenti è evidente l’efficacia, almeno parziale, delle politiche antismog fin qui sviluppate”.

“E’ importante  proseguire con maggior determinazione e sistematicità – aggiunge Di Simine -considerando i benefici che non sono solo sanitari: ridurre il traffico e sviluppare l’offerta di mobilità collettiva significa migliorare le prestazioni complessive del sistema Lombardia e ridurre i costi dell’inefficienza delle reti di trasporto, ridurre le emissioni inquinanti significa anche perseguire necessari obiettivi di lotta al cambiamento climatico, di efficienza energetica e di riduzione della dipendenza dalle importazioni di idrocarburi. E in particolare, ridurre in modo sistematico e strutturale le emissioni significa prevenire gli episodi acuti di inquinamento e la necessità di misure di emergenza, che sono sempre e comunque tardive”.

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