Cronaca

Immigrati Sprar, Comune prosegue progetto e amplia la disponibiltà di posti

Migranti al lavoro presso la struttura di Picenengo gestita dalla coop. Sentiero

Il Comune di Cremona ha aumentato di una ventina di posti la quota di immigrati – richiedenti asilo nell’ambito del programma Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) del Ministero degli Interni, da poco rinnovato per il triennio 2017 – 2019. Viene così proseguita una linea di accoglienza già avviata da diversi anni da parte di amministrazioni di diverso colore politico.  Si tratta di progetti di accoglienza che coinvolgono pubblico e privato, e che partecipano al riparto nazionale dei richiedenti asilo: una formula che, se applicata da un vasto numero di comuni, consentirebbe di uscire dalle emergenze che ogni anno si ripetono, agendo invece sulla programmazione degli arrivi.

In generale, nel decreto pubblicato a metà gennaio dal Ministero degli Interni, figurano 433 enti locali ammessi alla prosecuzione, di cui 315 per l’accoglienza della categoria ordinari, 26 progetti per l’accoglienza di persone con disagio mentale o disabilità e 92 per l’accoglienza di minori non accompagnati.

Cremona è appunto tra i 433 che confermano la precedente programmazione 2014 – 2017, prolungandola fino al 2019. Restano gli stessi anche i soggetti privati che effettivamente svolgono il servizio: Servizi per l’Accoglienza (Caritas), cooperativa Nazareth e coop. Sentiero. A loro spettano i finanziamenti previsti, 321 mila euro complessivi per  l’anno 2017, provenienti dal Ministero degli Interni, suddivisi a seconda dei posti assegnati, in parte per i minori non accompagnati, in parte per gli adulti (ordinari). In particolare, la casa dell’Accoglienza si occupa prevalentemente di adulti, Nazareth e Sentiero di minori. Il modello è quanto più possibile quello dell’accoglienza diffusa, quindi piccole comunità, a volte semplici appartamenti. 18 i comuni della cerchia cremonese che hanno aderito allo Sprar, oltre al capoluogo che fa da capofila al progetto.

Come spiega don Antonio Pezzetti, direttore Casa dell’Accoglienza, il sistema Sprar ha il vantaggio, oltre che di programmare gli arrivi, di evitare buona parte degli intoppi burocratici che riguardano invece gli arrivi in emergenza. Gli immigrati giungono infatti a destinazione già identificati e con tutte le carte in regola per poter avviare un vero percorso di integrazione, a cominciare dalla scuola (fino alla terza media). Gli enti gestori non ricevono i famosi 35 euro al giorno, ma una quota proporzionale per ciascuna spesa effettivamente realizzata. Quindi non un rimborso forfettario, ma commisurato a quanto effettivamente speso, tra le spese ammissibili, fino comunque al tetto massimo di 35 euro. Il programma individuale per ciascuno dura sei mesi, rinnovabili di altri 6, se il soggetto si mostra collaborativo.

 

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