Cronaca
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Dopo il rogo, danneggiata anche la rete antipiccioni Nuovi e vecchi problemi in Galleria

L'episodio di sabato notte riporta all'attenzione i problemi di Galleria XXV aprile, tra carenze manutentive e una regolamentazione mai aggiornata nei rapporti tra Comune e condominio.

foto Sessa

L’incendio che tra sabato e domenica scorsi ha bruciato il banco di un espositore del Vanitas’ market poteva avere effetti molto più gravi, visto che i danni si sono propagati fino a parecchi metri più su in altezza, andando ad intaccare la rete antipiccioni. Lo squarcio è ancora ben visibile alzando la testa in corrispondenza del ristorante pizzeria Il Re delle due Sicilie, che si è visto le vetrine danneggiate dal rogo, come pure danneggiato è il pavimento in marmo della galleria. Problemi che si aggiungono a quelli cronici della galleria, su cui ogni tanto si alza il velo della cronaca ma che poi sprofondano nel dimenticatoio.

Il nodo convenzione. Nonostante ogni tanto si parli di un rinnovo imminente, quella ancora in vigore, che regola i rapporti tra condominio e Comune risale al 1939 e parla di proprietà privata con con diritto di passaggio pubblico. L’amministrazione comunale provvede a pulizia, mantenimento del suolo e illuminazione, ma nel corso dei decenni molte cose sono cambiate e la regolamentazione andrebbe rimessa a punto. Ad esempio, un tempo non c’erano così tanti locali pubblici (pare ne stia arrivando un altro) la cui esistenza garantisce fruizione e vivacità di questi spazi altrimenti deserti, ma che pone quale problema di convivenza tra plateatico e pubblico passaggio.  Di recente è stato imposto un arretramento dei tavolini del bar Lu che fino a poco tempo fa occupavano metà larghezza. A quanto se ne sa, anche la friggitoria dovrebbe posizionare i suoi, mentre alla gelateria 25 aprile è stato chiesto di togliere le panche a ridosso del muro interno per lasciare più spazio al passaggio. Da parte di alcuni residenti si fa notare che mentre il Comune pretende il pagamento del plateatico, si disinteressa poi di alcuni aspetti manutentivi, come ad esempio l’ormai cronico problema del gradino troppo alto (a prova di passeggino) sul lato verso corso Campi. Qui il marciapiede si è abbassato nel tempo e andrebbe rialzato. E’ solo un piccolo esempio, che però secondo alcuni è spia del disinteresse dell’amministrazione per questo complicato immobile. Sul quale manca una visione organica, infatti non c’è un unico ufficio comunale che se ne occupa: i tributi sbrigano le pratiche dei plateatici, i lavori pubblici quelli delle barriere architettoniche, le fioriere sono di competenza dell’arredo urbano, per fare degli esempi.

C’è poi il tema della regolamentazione delle manifestazioni pubbliche che si svolgono sotto il passaggio coperto. “Cosa sarebbe successo se il mozzicone di sigaretta avesse preso fuoco sui teloni della fiera del libro?”, si chiedono alcuni residenti. “Finchè va tutto bene nessuno si pone il problema, ma in casi come questo?”. Una nuova convenzione pubblico – privato per l’utilizzo dell’immobile dovrebbe comprendere anche questi aspetti. A proposito dell’incendio dell’altra notte, comunque, l’origine colposa e non dolosa delle fiamme sarebbe provata dalla telecamera posta all’ingresso lato taxi, che ha anche consentito una rapida identificazione del piacentino che, ubriaco, ha prima urinato e poi gettato il mozzicone accanto alla plastica infiammabile.

Il pavimento in marmo della galleria ancora annerito
Il gradino troppo alto all’ingresso lato corso Campi

 

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