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Padania Acque doveva
fare concorso pubblico
per essere trasparente

Lettera scritta da M5S Cremona

In attesa della risposta ufficiale del Comune di Cremona all’interrogazione presentata dalla portavoce del M5S Cremona, prof. Maria Lucia Lanfredi, inerente l’assunzione di diverse figure professionali all’interno di Padania Acque, società che è intervenuta in tempo reale per replicare alla nostra iniziativa, precisiamo che, a prescindere che sia stata applicata o no alla lettera la normativa, Padania Acque aveva la possibilità di fare dei concorsi pubblici inerenti le figure richieste, in quanto la stessa società persegue un fine pubblico, le quote societarie sono di totale proprietà pubblica ed è soggetta alla normativa sul procedimento amministrativo, in base all’art. 29 comma 1 della Legge n. 241/1990.

A nostro avviso, come sottolineato durante la recente audizione in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati dal presidente dell’Anac (Autorità nazionale anti corruzione), Raffaele Cantone, la procedura pubblica sarebbe stata di gran lunga più trasparente. Infatti, con l’entrata in vigore del D.lgs n. 175/2016, lo schema d’intervento sui costi di personale delineato dall’articolo 18 del Dl 112/2016 viene ora circoscritto alle sole aziende speciali e istituzioni, mentre per le società a controllo pubblico si applicano le regole sancite dal nuovo testo unico D.lgs n. 175/2016.

Vorremmo sapere e con noi i cittadini se le norme previste dall’art. 25 “Disposizioni transitorie in materia di personale” siano state rispettate o no, in particolare se per le nuove assunzioni si è attinto agli elenchi gestiti dall’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, relativi ai lavoratori dichiarati eccedenti e non ricollocati, come previsto dal comma 4. Sottolineiamo che il comma 6 sempre dell’art. 25 prevede che: “I rapporti di lavoro stipulati in violazione delle disposizioni del presente articolo sono nulli e i relativi provvedimenti costituiscono grave irregolarità ai sensi dell’articolo 2409 del codice civile”.

Nell’attesa, ci auguriamo, sempre a nome di tutti i cittadini, che la predilezione del Cda di Padania Acque per procedure di tipo privatistico nell’assunzione del personale non diventi la premessa per una gestione di tipo privatistico dell’acqua pubblica, che graverebbe ancora di più sulle tasche già esauste dei contribuenti.

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