Cronaca
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Camera di Commercio, saltano i piani. Ora Cremona con Mantova e Pavia

Si sapeva che l’ultima parola sarebbe spettata al Ministero, e le indiscrezioni che emergono sembrano ribaltare completamente le carte in tavola. Si parla ancora una volta delle Camere di Commercio e del riassetto organizzativo voluto a livello nazionale. A gennaio Cremona e Mantova avevano deliberato di fondersi, e l’unione avrebbe comportato il mantenimento della sede di Mantova, con presidenza cremonese e succursale a Crema. Pavia, che negli ultimi giorni sembrava volersi intrufolare nell’accordo, era stata invece esclusa in primis dalle due Camere di Mantova e Cremona, e poi dalla regione Lombardia stessa, con l’assessore Mauro Parolini che aveva dato il benestare al quadro che si andava prospettando. “La Camera di Pavia”, ha detto Parolini, “ha una collocazione geografica ed economica particolare, ecco perchè ne ho proposto l’autonomia”. L’ufficialità, però, spetta al Ministero, e qui viene il bello. Già, perchè secondo indiscrezioni la volontà a Roma sarebbe quella di aggregare Pavia a Cremona e Mantova, formando così una fusione di tre Camere di Commercio. In tal modo andrebbero ad alterarsi tutti gli equilibri già studiati e salterebbero gli accordi. Ecco perchè a Mantova sono già sul piede di guerra, convinti di non aver nulla da condividere con una provincia così lontana. E anche la sede di Crema ora potrebbe rischiare.

Giovanni Rossi

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