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Papa Francesco a Bozzolo:
l'ultima benedizione alla
folla prima della partenza

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ORE 10.32

Il Papa saluta il vescovo Napolioni e il sindaco di Bozzolo Torchio e sale sull’elicottero che lo porta a Barbiana. Si conclude la visita del Santo Padre nella terra di Don Primo Mazzolari. Un giorno storico, per tutto il territorio. Una mattina di emozioni indimenticabili.

ORE 10.20

Suonano le campane. La Piazza inneggia a Papa Francesco, che dopo aver stretto le ultime mani all’interno della chiesa, esce sul sagrato e dopo la recita dell’Ave Maria dà la benedizione e quindi lascia la piazza.

ORE 10.15

Si attende l’uscita del Papa. I fedeli e i tanti media presenti guardano alla porta d’ingresso della Chiesa.

ORE 9.53
Il Papa termina la sua omelia e dopo uno scambio di doni si avvia verso la sagrestia e la casa parrocchiale per la visita allo studio di Don Primo Mazzolari.

ORE 9.26
Il Pontefice prende la parola. “Buongiorno – dice – mi hanno consigliato di accorciare il discorso ma non ci sono riuscito. Non voglio lasciare indietro nulla.” Tre le parole a cui si è ispirato papa Francesco nella terra di Don Primo: “fiume, cascina e pianura”. “Il fiume – ha spiegato – è simbolo di predicazione, ed è legato anche a me. Il sacerdote è un ripetitore, ma non deve farlo senza anima, o passivo”. Ad ascoltarlo in Chiesa ci sono i parenti di Don Primo Mazzolari, sul sagrato, insieme ai fedeli, i sindaci del territorio. E ancora: “La strada del lasciar fare è di chi sta alla finestra senza sporcarsi le mani. Attivismo separatista è un altro atteggiamento sbagliato. Il terzo errore è il soprannaturalismo disumanizzante.


Per fare molto, bisogna molto amare – cita Don Primo Mazzolari, Papa Francesco. E scatta l’applauso della piazza.
Seconda parola chiave: cascina. Ai tempi di don primo era insieme di famiglie che vivevano insieme. Don Mazzolari era convinto che i destini del mondo nascessero in periferia. Egli è stato giustamente definito il parroco dei lontani, perché li ha sempre amati e cercati. Il suo sguardo evangelico sull’umanità lo ha portato a dare valore alla necessaria gradualità. Diceva che bisognava aiutare a dare il meglio, “Non dobbiamo massacrare le spalle della povera gente”.

ORE 9.22
Il vescovo di Cremona mons. Napolioni legge il suo discorso di benvenuto per il pontefice.

ORE 9.18
Cala il silenzio nella Piazza. Tutti seguono sul maxischermo la preghiera di Papa Francesco davanti alla tomba di Don Primo Mazzolari.

ORE 9.01
Il Papa in arrivo. Il finestrino dell’auto è abbassato e saluta i fedeli. Poi accolto dal vescovo Napolioni e dalle autorità passa a stringere mani e si ferma a fare foto con grandi e piccini. Sempre sorridente. Sempre cordiale. Quindi l’ingresso in Chiesa. Per l’incontro con le autorità e coloro che sono dotati di pass.

ORE 8.25
Arriva l’annuncio: il Papa è decollato dall’eliporto Vaticano un quarto d’ora fa. L’attivo a Bozzolo è previsto alle ore 9. Urla all’oratorio: sono i 150 bambini del Grest di Bozzolo che accoglieranno il Papa in piazza. Un microfono è stato approntato sul sagrato della Chiesa per possibile fuoriprogramma del Papa che potrebbe parlare ai fedeli radunati. Dallo studio allestito a pochi passa dalla Chiesa Federica Priori e don Enrico Maggi conducono il salotto che sta coinvolgendo don Bruno Bignami e il prof. Giorgio Vecchio, rispettivamente presidente e responsabile scientifico della Fondazione con Mazzolari. Intanto 150 bambini del Grest sono schierati a pochi passi da dove il Papa scenderà dall’auto per entrare in chiesa.

ORE 8.05
Iniziata la diretta su Cremona 1. Piazza Don Mazzolari ha accolto con un applauso il messaggio di Papa Francesco all’Angelus di domenica quando ha ricordato la sua visita di oggi a Bozzolo. Tre maxischermo trasmettono in diretta l’evento.

ORE 7.37
Bozzolo ha vissuto una notte insonne in attesa di Papa Francesco: il servizio di sicurezza ha approntato gli ultimi accorgimenti. Dalle 6 di questa mattina gente in fila per entrare in piazza don Mazzolari, seguendo le transenne dalla Lacto Siero di via Matteotti. Chi non è munito di pass invece effettua un piccolo ring esterno per poi sbucare su disparati punti del percorso che il Papa effettuerà. Massiccio il dispiegamento di forze con Protezione civile, Gruppo alpini, Carabinieri, Croce rossa e Gendarmeria Vaticana, giunta attorno alle 6.30 con una sfilata di auto con la targa appunto di Città del Vaticano.

Giovanni Gardani

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