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S.Pietro: 120 banchi in meno
rispetto ai posti disponibili
Tavolo per ripensarla

La fiera di San Pietro va ripensata. Gli stessi ambulanti lo ammettono: troppi posteggi vuoti sabato e domenica lungo viale Po, troppi buchi tra uno stand e l’altro: su 300 posti disponibili, 120 non erano occupati, colmati solo in parte dagli ‘spuntisti’, cioè gli operatori dell’ultimo minuto. Se ne sono resi conto i cremonesi che hanno fatto il tradizionale giro, come dimostrano i tanti commenti sui social; ne è consapevole anche l’amministrazione comunale: ieri in tarda mattinata, su sollecitazione del presidente di Confesercenti Agostino Boschiroli e del direttore Giorgio Bonoli, l’assessore Barbara Manfredini ha fatto un tour completo da porta Po a largo Moreni per vedere in prima persona la situazione.”Per il bene di tutti, degli operatori e della collettività che deve pagare i sempre maggiori costi di questa manifestazione, dobbiamo renderci conto che i tempi sono cambiati”, afferma Boschiroli. “Abbiamo chiesto al Comune di attivare un Tavolo di concertazione per decidere quale futuro dare alla Fiera di san Pietro, ora che gli anni del boom sono definitivamente passati. Negli anni Ottanta si era arrivati a 250 banchi, nei  Novanta addirittura a 320. Adesso, con la rete distributiva già esistente in città, con le abitudini di consumo che privilegiano sempre più l’acquisto veloce, questo modello appare sovradimensionato. Ormai quasi più nessuno fa Fiere che durano due giorni o anche un giorno e mezzo”. C’è da aggiungere inoltre che tra sabato  domenica gli eventi in città sono stati troppi: un calendario da rivedere, quello che ha visto il sovrapporsi dello streetball di basket al campo di via dei Classici (con festival al parco del Po) e Happening in piazza Stradivari, oltre ad altri eventi della rigenerazione urbana. Con un dispendio enorme di energia sul fronte pubblico e privato per quanto riguarda organizzazione e sicurezza: decine di agenti della Polizia Municipale e della Questura, a presidiare i punti di accesso alle manifestazioni in maniera più rigida che mai, a causa delle disposizioni anti terrorismo. E non solo blocchi di cemento. In molte intersezioni del viale con le vie laterali, erano stati messi di traverso i furgoni delle società pubbliche (Padania Acque e Linea Reti Impianti), a fare da ulteriore barriera antisfondamento.

“Anche quelli relativi alla sicurezza sono costi che ricadono sulla collettività, c’è da chiedersi se ne valga la pena”, continua Boschiroli. Un’idea che si fa strada per il prossimo anno sarebbe quella di ridurre la fiera di san Pietro ad un solo giorno: meno dispendiosa, meno problemi per i residenti del quartiere Po e per le deviazioni del traffico e dei mezzi pubblici; minori costi per gli stessi operatori”. 250 -350 euro, tra plateatico e allacci elettrici, la cifra che costa un posteggio sul viale Po, oltre alla cauzione da 100 euro per eventuali danni alla cosa pubblica (in particolare la siepe del viale).

“La flessione degli operatori è fisiologica e la stiamo osservando da alcuni anni – conclude Boschiroli -.  Ci fa molto piacere che l’assessore Manfredini abbia voluto constatare di persona l’andamento della Fiera e le diamo atto della disponibilità ad avviare presto il Tavolo. Ma crediamo che anche per il Comune ripensare questo modello ormai sovradimensionato, sia opportuno e conveniente”.

G.Biagi

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