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Ventura insiste:
'Aem, è stata
svendita'

Lettera scritta da Marcello Ventura Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale

Egregio direttore,

per una volta sono costretto ad aprire un mio intervento dando ragione a due nominati dalla sinistra, di quella sinistra incapace e distruttiva che sta uccidendo il territorio cremonese svendendo tutto quello che si trova a portata di mano: Siboni e Lazzari.
Hanno ragione quando dicono che i numeri sono incontrovertibili, sono trasversali, non sono né di destra né di sinistra. E sono lì a dimostrare che quanto da me affermato nei giorni scorsi è pura verità: nessun miracolo economico o ragionieristico che dir si voglia.
I debiti sono rientrati solo ed esclusivamente per tutto quello che è stato venduto o svenduto e su tutto, le reti idriche a Padania Acque e KM, e perché tutto il patrimonio è stato svalutato pesantemente La grandiosa vendita di LGH ha portato alla compensazione di un debito verso LGH per 14.000.000 di euro ed un misero bonifico di 244.000 ed azioni A2A .
Nonostante questo, l’indebitamento non è azzerato come fatto circolare dal Professore, ma esiste ancora per Euro 27.000.000,00 circa, per la precisione euro 27.263467.
Anche perché se ci fosse stato il miracolo, così come raccontato dalla sinistra, sarebbe stato il caso di mandare i fenomeni a Roma ad occuparsi di indebitamento pubblico. In una settimana risolveremmo gran parte dei problemi italiani.
Nella relazione sulla gestione, il Presidente del C.d.A (Siboni) espone alcune considerazioni circa la partecipazione nella controllata Cremona Parcheggi Srl dichiarando che il Massarotti è stato valutato nel 2017 con una perizia asseverata per euro 3.320.mila, quantificando quindi una plusvalenza di circa euro 1.084.000,00 rispetto al valore di libro sulla partecipazione; neppure “Cremona City Hub” che è ritenuta la grande opportunità per il futuro di Cremona ma sul giornale al contrario dichiarano che queste due operazioni hanno messo sul lastrico AEM.
E se AEM fosse stata decotta come Siboni e Lazzari dichiarano, lo strumento giuridico scelto per affrontare la grave crisi conclamata dagli amministratori è stato il più sbagliato che potessero scegliere tra quelli giuridicamente proposti dalla normativa sulle crisi di impresa. Infatti Il Cda si smentisce da solo perché scegliendo questo strumento del piano attestato di risanamento hanno convenuto che tecnicamente la società non poteva trovarsi in default ma semplicemente si trovava in momentaneo stato di emergenza finanziaria e non di insolvenza come sbandierato dal Sindaco e dagli amministratori della società
Prima forse di dire certe cose, le situazioni o si studiano o se le si fa spiegare dai professionisti che per Euro 811.000,00 di parcelle hanno di fatto permesso la svendita dell’intero patrimonio semplicemente raccontando alle banche creditrici le modalità di vendita dei singoli rami d’azienda senza aggiungere nulla rispetto a ciò che avrebbe dovuto fare un amministratore capace senza oneri per la società come invece al contrario è accaduto per AEM.
Un’ultima considerazione sull’intervento di Galletti, il segretario cittadino del PD.
Che commento è? Le solite frasi messe in ordine diverso ma che non sanno di niente; non entra nel merito dell’operazione, non analizza i dati, non dà risposte a chi lo incalza con dati precisi ed obiettivi. Son capaci tutti a ripetere a memoria frasi che tutti gli esponenti PD dicono da più di un anno. Non entrare nel merito evidenzia una cosa: che l’operazione politica è passata sopra le loro teste e che il PD cremonese, attraverso Galimberti, Siboni e Manzi è solo stato esecutore materiale di progetti di altri.
Certo che noi in 5 anni non abbiamo fatto quello che loro hanno fatto in 2: non abbiamo svenduto la città a terzi incuranti dei cremonesi solo per farci belli. Come detto prima, Roma aspetta Galletti & C. per risanare in pochissimo tempo l’indebitamento pubblico e salvare l’Italia.

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