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Professori sottopagati,
il caso del cremonese
Mantovani

Il tema dei professori sottopagati viene portato all’attenzione nazionale da un cremonese, Sergio Mantovani, insegnante in una scuola superiore, esperto naturalista e giornalista collaboratore di diverse testate. La sua denuncia è stata ripresa dal Corriere della sera: «Quattro euro all’ora, anzi due perché ho avuto la sfortuna di ammalarmi», afferma. «L’anno scorso ho lavorato con quattordici classi e trecento studenti, con passione e soddisfazione – racconta -. Quello che è successo però è kafkiano. Ci sono regole punitive se un insegnante decide di lavorare qualche ora in più, rispetto alle diciotto canoniche per cui siamo pagati mediamente 1.500 euro netti al mese. Quest’anno ho avuto la pessima idea di accettare “spezzoni di cattedra” per tre ore settimanali. Mai più», dice. «Fra ore extra e la decurtazione scattata per la malattia si raggiungono cifre offensive».
Mantovani ha confrontato la busta paga calcolata sulle 21 ore con quella dell’anno prima, sulle 18. C’è una differenza di 67 euro netti, che divisi per quelle 12 ore mensili fa 5,58 euro. «Occorre però considerare anche l’impegno extra aula – afferma –  diciamo quattro ore al mese ed è sottostimato perché le ore aggiuntive erano in tre classi diverse quindi con rispettive verifiche da preparare e da correggere e riunioni fra docenti. Quindi ricalcolo la cifra, 67 diviso 16 ore e si arriva a 4,18 euro. Vedo che c’è la “decurtazione Brunetta” per la malattia, che scatta nonostante la visita fiscale e anche se finisci all’ospedale con il morbillo e complicazioni, polmonite compresa, come è successo a me. Perché ammalarsi non è ammesso, come se noi statali fossimo tutti furbetti del cartellino». La cifra in busta paga scende ancora «per la colpa di aver lavorato tre ore in più», secondo l’insegnante. «Con cinque giorni di malattia a causa della maggiore decurtazione legata alle ore extra la riduzione risulta di 43 euro, se li scalo ai 67 ne restano 24 per quelle dodici ore mensili che la scuola mi ha proposto di fare e che alla fine valgono due euro».

La Cgil, secondo quanto riporta il Corriere, afferma che potrebbe trattarsi di un errore.

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