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Assistenza disabili: ‘Non sono state favorite cooperative a scapito di altre’

Lettera scritta da Alessio Antonioli Consigliere comunale di Fare nuova la città

Desidero esprimere alcune considerazioni in merito a quanto espresso dai consiglieri Giovetti e Ghidotti nella conferenza stampa di venerdì 1 u.s. sul servizio di assistenza ai disabili nelle scuole (S.A.A.P).
Non intendo riprendere se non brevemente i concetti spiegati dall’assessore Platè e dalla dirigenza dei Servizi sociali.
Lo strumento della co-progettazione tra istituzioni pubbliche e soggetti del terzo settore che è stato scelto dal Comune di Cremona, era indicato già nel Piano di zona 2015-2018 approvato da tutti i comuni del territorio. Tale strumento permette di valorizzare il prezioso lavoro delle cooperative che da anni si occupano del servizio di assistenza ed integrazione scolastica per alunni disabili, coniugandolo in modo nuovo con l’ascolto delle famiglie, chiamate a partecipare attivamente ai progetti rivolti ai propri figli.
La co-progettazione stimola, inoltre, la creazione di sinergie tra questo servizio e le diverse offerte pensate per le persone disabili attive sul nostro territorio ed il dialogo tra gli enti erogatori, le associazioni di volontariato, le società sportive, il mondo scolastico e servizi sanitari. Il centro non sarà più la modalità di erogazione del servizio ma la presa in carico del minore e la sua qualità di vita, non solo a scuola.
L’accusa di aver voluto favorire alcune cooperative a scapito di altre ritengo sia priva di qualsiasi fondamento: ai possibili enti candidati per la gestione del servizio SAAP si chiedeva di partecipare al bando in forma singola o associata, certamente tenendo conto dell’esperienza maturata sul territorio per favorire la continuità educativa e questo oltre a garantire la possibilità a tutti di partecipare promuoveva la capacità a costituire reti e partenariati, senza ridurre il coinvolgimento all’unificazione, ma rafforzando il sistema di welfare.
All’interno delle aggregazioni, per questa tipologia di servizi, è fondamentale il lavoro d’equipe tra gli operatori coinvolti, la loro costante formazione ed il dialogo tra gli enti che hanno in carico il ragazzo disabile.
Le dichiarazioni di Forza Italia sono smentite inoltre dai fatti non essendoci probabilmente cooperative che diminuiscono i casi da seguire.
Infine, una domanda di metodo ai consiglieri di Forza Italia: perché improvvisare una conferenza stampa per denunciare le presunte irregolarità, promettendo in seguito l’accesso agli atti?
Perché ora che è in corso la co-progettazione? Desiderano forse influenzare il dialogo interno tra le cooperative?
Un corretto metodo politico non dovrebbe partire proprio dalla verifica degli atti prima di lanciare accuse di irregolarità all’amministrazione?

Alessio Antonioli
Consigliere comunale di Fare nuova la città
Presidente della Commissione consiliare Welfare Di Comunità, Servizi Alla Famiglia Ed Alla Persona, Pari Opportunità

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