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Prestito di Arcimboldo e
Caravaggio, Ceraso:
'Scelta incomprensibile'

Interrogazione della capogruppo della lista Obiettivo Cremona con Perri "Due importanti dipinti sono assenti da Cremona per buona parte dell’anno. Una mancanza pesante considerato che proprio in questo periodo in città si svolgono le manifestazioni che più attirano turisti. Una scelta incomprensibile. E mi pareva che in passato anche il Sindaco e la sua lista civica la pensassero nello stesso modo".

“Le due opere pittoriche più importanti della nostra Pinacoteca (ovvero Scherzo di ortaggi – L’ortolano – di Giuseppe Arcimboldo e San Francesco in meditazione di Caravaggio) sono assenti da Cremona per buona parte dell’anno. Il quadro di Arcimboldo, in prestito prima a Tokyo dal 20 giugno al 24 settembre 2017 ed ora a Roma dal 19 ottobre 2017 fino a febbraio 2018, e quello di Caravaggio in prestito a Milano dal 29 settembre 2017 a gennaio 2018. Una mancanza pesante considerato che proprio in questo periodo in città si svolgono le manifestazioni che più attirano turisti, una tra tutte la festa del torrone”. Questa scelta mi sembra davvero incomprensibile rispetto ad una politica di valorizzazione del nostro patrimonio artistico ed in particolare della Pinacoteca”.

Parte da queste considerazioni Maria Vittoria Ceraso, capogruppo della lista Obiettivo Cremona con Perri per l’interrogazione scritta a proposito della “gestione” dei due dipinti, ma che poi prosegue ricapitolando quello che è stato un vero e proprio cambio di rotta in tal senso da parte dell’Amministrazione:

“Mi pareva che in passato anche il Sindaco e la sua lista civica Fare Nuova la Città la pensassero nello stesso modo”. Vorrei ricordare l’accorata lettera che il Sindaco scrisse il 25 agosto 2014 per negare il prestito dell’Arcimboldo in occasione di Expo 2015 facendo diventare il caso di rilievo nazionale. In quell’occasione Galimberti scriveva: “Dobbiamo ritrovare orgoglio rinnovato e passione per la cura dello spazio che ci è stata affidato, con i suoi monumenti, l’arte, la natura, le relazioni umane. Anche l’Arcimboldo ci è stato affidato: rappresenta i frutti di una terra fertile, anzi di una delle terre più fertili al mondo. Qualcuno reputa il quadro artisticamente importante, altri meno: ma io so che ci è stato affidato ed è parte della nostra storia. Quando tutto il mondo il prossimo anno guarderà al nostro paese e alla nostra regione, l’Arcimboldo deve essere qui a raccontare di noi e del nostro futuro”.

In quell’occasione, prosegue Ceraso, il primo cittadino rinforzava il valore della presenza dell’opera a Cremona. Successivamente ci fu il cambio di rotta con il prestito dell’opera ma con la specifica di Fare Nuova la Città che puntualizzava: “Il territorio cremonese trarrà beneficio dal nuovo accordo tra Comune e Regione dal momento che l’opera d’arte tornerà a Cremona a settembre 2015, ovvero proprio in concomitanza con grandi eventi come la Triennale Internazionale degli strumenti ad arco, Mondomusica, la Festa del Torrone: stiamo parlando di eventi che garantiranno a Cremona un flusso ingente di turisti ai quali verrà offerta una proposta culturale integrata, capace di calamitarli anche verso la pinacoteca e i suoi dipinti d’eccellenza.”

Ceraso nell’interrogazione presentata, oltre a chiedere i motivi del prestito, e se dunque “l’Amministrazione non ritenga più come in passato, che le stesse siano parte della nostra storia e debbano il più possibile essere tenute a Cremona per raccontare di noi e del nostro territorio”, domanda come mai i visitatori non vengono correttamente informati (con cartelli esposti alla biglietteria e apposita informativa nel sito) dell’assenza delle suddette opere per il periodo del prestito: “Ora siamo a Ottobre, alcuni grandi eventi si sono conclusi e altri sono appena iniziati (ad esempio la mostra del Genovesino che nelle intenzioni dell’Amministrazione dovrebbe attirare molti visitatori al Museo) o inizieranno a breve, ma chi arriverà a Cremona non potrà ammirare quelle opere che a detta anche di Sindaco e maggioranza più ci rappresentano e sono identitarie del nostro territorio.

Molti visitatori del Museo – conclude – di fatto hanno già segnalato la loro delusione sul quaderno delle annotazioni della Pinacoteca così come pare che anche Sgarbi, in occasione dell’inaugurazione del Genovesino, abbia notato con disappunto l’assenza delle stesse, peraltro non segnalata con cartelli che avvisino i visitatori prima dell’entrata al Museo o nel sito dello stesso”.

 

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