Cronaca
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Bando di primariato all'Oglio Po: rito abbreviato per medico accusato di falso ideologico

Ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, Michele Di Stefano, il medico accusato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. L’imputato, tramite i suoi legali, gli avvocati Alberto Cappellini e Carlo Benussi, ha chiesto al giudice Francesco Beraglia di essere processato con l’abbreviato condizionato all’esame di un testimone della difesa. Il giudice ha accolto la richiesta ed ha rinviato l’udienza al prossimo 7 marzo. In quell’occasione verrà sentito il testimone e non si esclude che si possa già andare a sentenza. Intanto oggi, tramite l’avvocato Beatrice Biancardi, il dottor Rino Frizzelli, di Viadana, all’epoca dei fatti primario della Riabilitazione cardio respiratoria all’ospedale Carlo Poma di Mantova, si è costituito parte civile.

Nella primavera del 2014 l’imputato vinse il concorso per il ruolo di primario di Medicina Generale dell’ospedale Oglio Po di Vicomoscano. Terzo in classifica arrivò Giorgio Ragni, proveniente dall’azienda ospedaliera universitaria di Parma, e che dopo il ritiro di Di Stefano era stato nominato primario dall’allora direttore generale dell’ospedale di Cremona Simona Mariani. Al secondo posto, con 76 punti, si era classificato Frizzelli, che di lì a poco sarebbe stato nominato primario di Medicina al Poma di Mantova.

Per poter partecipare al concorso, Di Stefano avrebbe presentato una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà differente rispetto a quanto invece emerso nel certificato di servizio. In sostanza il medico avrebbe “attestato falsamente, con dichiarazione resa agli Istituti ospitalieri di Cremona, all’atto della presentazione della domanda per il conferimento dell’incarico quinquennale di direzione di strutture complesse Unità operativa di Medicina Generale, presidio ospedaliero Oglio Po, di aver svolto presso il Policlinico San Matteo di Pavia attività di dirigente medico con responsabilità di struttura semplice”.

Fu il dottor Frizzelli a presentare l’esposto in procura, segnalando l’irregolarità nel curriculum di Di Stefano. All’epoca, per tutelarsi, l’ospedale Oglio Po congelò la nomina quinquennale di Di Stefano proprio perché la documentazione non era conforme e il certificato di servizio non corrispondeva al contenuto dell’autocertificazione.

Sara Pizzorni

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