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Università Cattolica, da 4 a 6
corsi di laurea e la prospettiva
di un campus in stile Usa

La nuova sede dell’università Cattolica del sacro Cuore, che verrà realizzata nell’ex convento di santa Monica, porterà con sé il rafforzamento della presenza della Facoltà di Agraria e di quella di Economia sul territorio, saldando maggiormente il legame tra ricerca e il comparto economico più rilevante della provincia, quello dell’agroalimentare. Al momento presso la sede di palazzo Ghisalberti (via Milano) sono attivate due lauree triennali in lingua italiana, una laurea magistrale in lingua inglese e un master di secondo livello in lingua italiana per un totale di circa 400 studenti. La nuova sede consentirà di proporre un’offerta formativa con tre lauree triennali, di cui una in inglese e tre lauree magistrali, di cui due in inglese, con 1000 studenti a regime. L’obiettivo, ribadito dal preside della facoltà di Agraria Luigi Morelli questa mattina alla presentazione dell’accordo per il recupero dell’ex monastero, è quello di formare una classe dirigente italiana pronta ad affrontare i mercati mondiali, ma anche di attrarre studenti da paesi stranieri, così come sta già avvenendo per la Laurea Magistrale in Agri-business già attiva a Cremona da alcuni anni. Lo sviluppo della nuova sede si innesta inoltre  nelle attività di Cremona Food-Lab, un progetto di ricerca finanziato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, con un ruolo primario svolto da Comune di Cremona e Camera di Commercio. Questo progetto consente di creare una “rete” tra l’Università Cattolica e le aziende agro-alimentari del territorio, mettendo a disposizione impianti pilota (che verranno poi trasferiti nella nuova sede) servizi formazione e ricerca, attività difficilmente alla portata di aziende micro, piccole e anche medie come una buona parte di quelle del comparto agro-alimentare. La nuova sede consentirà inoltre di potenziare l’offerta formativa post-laurea di master e di corsi “executive”, fornendo così occasioni di formazione permanente e aggiornamento.

Il nuovo campus universitario in prospettiva potrebbe arricchirsi di un convitto per studenti e di un’organizzazione in stile campus nordamericano. Il “Cremona Food Lab”, progetto elaborato dall’Università Cattolica, congiuntamente a CREA-ZA, Comune e Camera di Commercio di Cremona, si è aggiudicato nel 2015  uno dei contributi emblematici di Fondazione Cariplo, ma il suo sviluppo è stato finora limitato dall’assoluta carenza di spazi e dall’inadeguatezza dell’attuale sede universitaria di via Milano. La disponibilità della fondazione Giovanni e Luciana Arvedi di farsi carico degli oneri relativi alla ristrutturazione di Santa Monica a fronte di un innovativo progetto culturale e scientifico da parte della Cattolica e la contestuale collaborazione degli Enti, ha permesso di dar corpo al progetto.

Sempre questa mattina, Morelli ha accennato alla possibilità di trasferire a Cremona corsi già attivati presso la sede di Piacenza, ad esempio, l’ultimo nato (da settembre scorso), il corso triennale in Sustainable Agriculture for Food Quality and Environment (SAFE) interamente svolto in inglese, che punta all’insegnamento di principi e tecniche innovative di produzione, dal campo alla tavola, di cibi di alta qualità, salubri e sostenibili. In particolare vengono trattati casi studio che rappresentano fiori all’occhiello del Made in Italy. La scelta dell’uso esclusivo della lingua inglese nelle varie attività didattiche è funzionale agli studenti stranieri interessati ad approfondire il “modello italiano” del coordinamento verticale delle filiere agro-alimentari e agli studenti italiani interessati a dare alla loro formazione una spiccata caratterizzazione internazionale già a partire dalla laurea triennale.

La facoltà di Scienze Agrarie sta inoltre lavorando all’attivazione a Cremona, sul modello di quanto avvenuto presso altre sedi della Cattolica, di insegnamenti appartenenti ad altri corsi di laurea, ad esempio ‘Psicologia del consumatore’, in una prospettiva di integrazione tra insegnamenti tradizionali ed evoluzione del digitale anche nel settore primario.

CHI FA CHE COSA – L’accordo di programma sottoscritto questa mattina in Fondazione Arvedi prende le mosse dalla delibera di giunta regionale del 30 ottobre scorso che definisce ruolo e compiti dei vari soggetti coinvolti nel recupero di S.Monica: Fondazione Arvedi si farà carico dell’onere della ristrutturazione dell’immobile; Regione Lombardia metterà a disposizione 1.700.000 euro; la Provincia di Cremona, proprietaria dell’immobile, si sta occupando della relazione con il Fondo Immobiliare Prelios a cui la struttura era stata conferita dall’amministrazione Salini e – dopo l’acquisizione – la metterà a disposizione del Comune; il Comune di Cremona garantirà un sostegno economico annuale per la gestione e la manutenzione e l’appoggio al progetto attraverso la costruzione di reti territoriali, nazionali e internazionali; l’Università Cattolica del Sacro Cuore provvederà all’allestimento del nuovo campus e ad attuare la nuova proposta formativa; Fondazione Cariplo ha già investito 2 milioni e mezzo di euro nel recupero di una parte del complesso e ha finanziato il progetto ‘Cremona Food Lab’.

G.Biagi

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