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Piena del Po: alle
canottieri
si contano i danni

foto Sessa

Ecco cosa rimane a Cremona il giorno dopo quella che è stata definita la piena improvvisa del Po, che è aumentato di 4 metri nel giro di 36 ore. Si tratta in realtà –  per usare in termine tecnico –  di una morbida , un discreto aumento del livello delle acque dovuto allo scioglimento della neve caduta copiosa a monte nel weekend. Nessuna apertura della diga di Isola Serafini: l’impianto di fatto funziona con un sistema automatico di regimazione delle acque, ma se il livello delle acque si alza a monte resta poco da fare. Lo stesso fenomeno di crescita in poche ore si è verificato infatti anche a torino e a pavia, al famoso ponte della becca, l’innalzamento delle acque è quindi dovuto a cause naturalii.

Il panorama sul fiume con l’abbassarsi del livello delle acque, è desolante e rende l’idea di quanto provocato dalla forza della corrente: barche danneggiate da tronchi, passerelle affondate, detriti ammassati a ridosso dei pilone del Ponte.Le canottieri cittadine intente nella conta dei danni hanno spiegato di non essere state avvertite con alcun allarme e annunciato proteste ufficiali presso gli enti competenti , Aipo ed Enel, affinché la situazione non abbia più a ripetersi in caso di nuove emergenze. In realtà, spiegano da Aipo, il livello di guardia non era stato raggiunto, e in casi come questi nessuno è tenuto lanciare allarmi.Nel frattempo il livello del fiume a Cremona è ben lontano da quello di piena, con circa 2 metri sotto lo zero idrometrico, e tendenza alla diminuzione.

Giovanni Rossi

fotoservizio Francesco Sessa

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