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Museo del Violino
in crescita:
+7,6% di visitatori

Per il quinto anno consecutivo il Museo del Violino conferma segnali positivi in tutti gli indicatori di attività. Trainano questa evoluzione positiva sia gli ingressi (+7,2%) sia le audizioni con strumenti storici (+17,7%). Anche il dato aggregato è significativo: oltre 100.000 persone hanno vistato le collezioni e le mostre temporanee, partecipato ad incontri, ascoltato concerti.
La quota maggiore dei visitatori è costituita da quanti hanno ammirato le collezioni di liuteria storica e contemporanea: 66.424 i biglietti staccati contro i 61.990 del 2016. La progressione storica è costante: dal 2014, primo anno di attività, l’aumento è superiore all’11,9%. A questi numeri occorre peraltro aggiungere le aperture gratuite, non tracciate, in occasione di inaugurazioni, notte dei Musei ed eventi speciali.
L’analisi dei flussi evidenzia una provenienza straniera superiore al 30%, con particolare affluenza dalle aree tedesca (6%), francese (5,6%) e statunitense (4,7%). Il 4,1%, infine, proviene da paesi asiatici. Le presenze dall’estero si concentrano soprattutto nei mesi estivi, dove parla lingue straniere oltre il 60% dei visitatori. La vocazione internazionale è confermata dall’offerta di visite guidate in lingua inglese, francese, tedesco, spagnolo, cinese e giapponese, oltre che, naturalmente, italiano. Nel 2017 ne sono state erogate ben 519 (+21%).
Decisamente consistente il gruppo delle classi scolastiche in viaggio d’istruzione. Gli studenti sono stati 12.360 (+2,5%) ed hanno particolarmente apprezzato i laboratori didattici, moduli di approfondimento calibrati sulle competenze del ciclo primario e secondario. Lo scorso anno vi hanno partecipato ben 6.050 bambini e ragazzi (+26,5%), divisi in 242 gruppi. Molto frequentate anche le visite guidate dedicate: ne sono state erogate 454 (+51,3%).

MOSTRE TEMPORANEE –  L’esposizione “Monteverdi e Caravaggio, sonar stromenti e figurar la musica”, promossa nell’ambito delle celebrazioni promosse dal Comune di Cremona e dal Comitato CM450, ha ricostruito con strumenti originali l’orchestra dell’Orfeo. Dall’8 aprile al 23 luglio sono stati staccati 23.300 biglietti paganti, con un incremento del 20% rispetto agli ingressi dello stesso periodo del 2016. Altri elementi distintivi dell’esposizione sono stati: il consolidamento del rapporto con la comunità liutaria; la sinergia con alcune tra le più importanti istituzioni e collezioni musicali internazionali. Più specialistica ma apprezzata la mostra “Antonio De Torres, lo Stradivari della chitarra moderna”, prorogata fino al 18 marzo.
Positiva l’incidenza delle mostre ospitate nel Padiglione Andrea Amati: “Janello Torriani, genio del Rinascimento”, a cura del Comune di Cremona, e “Magnum Life – Il fotogiornalismo che ha fatto la storia”, promossa da Unomedia.

Molto frequentate le audizioni con strumenti storici nell’Auditorium Giovanni Arvedi: i capolavori di Stradivari sono stati suonati da Antonio De Lorenzi, Lena Yokoyama, Clarissa Bevilacqua e Aurelia Macovei, regalando al pubblico emozioni indimenticabili. Li hanno applauditi 18.997 spettatori, il 17,7% in più rispetto all’anno precedente, l’86% rispetto al 2014.

AUDITORIUM – 6755 persone hanno seguito i 18 concerti, a pagamento, nell’Auditorium Giovanni Arvedi, un numero consistente grazie a carattere e destinazione: autori, opere, periodi e stili diversi sono stati affiancati con impaginazioni singolari e fortemente caratterizzate. Il coinvolgente crossover di STRADIVARIfestival, coprodotto così come STRADIVARImemorialday con Fondazione Arvedi Buschini e Unomedia, ha stimolato curiosità e partecipazione, con la sala sempre esaurita. Grande interesse hanno saputo catalizzare il concerto Friends of Stradivari dedicato ad Herberth Axelrod e le performance dei talentuosi allievi dell’Accademia Walter Stauffer, fucina dove si forgiano i grandi interpreti di domani.
Almeno 1.500 persone hanno inoltre partecipato ai concerti gratuiti.
Grande successo anche per la rassegna CremonaJazz, ormai una realtà consolidata, e per l’esibizione natalizia dell’Harlem Gospel Choir. Entrambe sono state promosse da Unomedia. Grazie alla positiva la collaborazione con la Fondazione Teatro Ponchielli in Auditorium, infine, si sono svolti importanti appuntamenti del Monteverdi Festival.
Il Museo è stato infine base logistica per eventi non solo musicali, ma anche culturali e sociali, promossi da enti, associazioni e aziende. Anche attraverso queste ospitalità la città si presenta ad un pubblico qualificato e spesso internazionale attraverso una delle sue eccellenze. Nel 2017 vi hanno preso parte 7.330 persone.
Il lavoro sul palinsesto non esaurisce tuttavia la missione della Fondazione. Sono state infatti intraprese azioni sistemiche come lo sviluppo di nuovi percorsi di visita, con particolare riferimento ai disabili e ai nuovi cittadini, implementazione dei percorsi di formazione e il consolidamento dei rapporti internazionali. Il percorso didattico, a cura di Fausto Cacciatori, sul tema “La costruzione del violino e dell’archetto” consente un’esperienza visiva e tattile utile a conoscere i materiali e fasi di costruzione. Sul fronte dell’accessibilità, da evidenziare la numerazione e la descrizione in braille presente su ogni singolo pezzo
EDIZIONI – Sul fronte editoriale la grande novità del cd “Le origini del violino”, realizzato con MV Cremona, è preludio ad una collana che documenterà il suono dei preziosi strumenti delle collezioni del Museo. Al catalogo delle edizioni Museo del Violino si aggiungono la ristampa del volume “Lo Scrigno dei Tesori” di Fausto Cacciatori, e la monografia dedicata al professor Alfredo Puerari, a cura di Marco Morandi. Edito da Electa ma pienamente dedicato al Museo, all’Auditorium Giovanni Arvedi ed al recupero funzionale di Palazzo dell’Arte il volume “La Casa dei Suoni di Cremona”, a cura di Renato Meucci.
Nell’ambito dell’alternanza scuola – lavoro, collaborazione con la  Scuola Internazionale di Liuteria.
Nel corso dell’anno, accogliendo le richieste dei liutai cittadini, sono stati organizzati workshoop durante i quali piccoli gruppi di artigiani potevano studiare direttamente gli strumenti, osservandoli e studiandoli al di fuori delle vetrine espositive. È stato così possibile per i liutai analizzare gli strumenti dell’Ashmolean Museum di Oxford, giunti a Cremona in occasione della mostra “Monteverdi e Caravaggio”, la viola dei fratelli Amati del Conservatorio di Milano, il violino “Toscano” di Antonio Stradivari conservato al Museo dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma.
La comunità del Museo vive, infine, anche grazie alle reti digitali. Il sito www.museodelviolino.org nel 2017 ha contato 89.192 sessioni di accesso, per il 62% da utenti non italiani. Il canale Youtube totalizza 3569 iscritti e 2.059.476 visualizzazioni. Molto seguiti i canali social: 1168 followers su Instagram, 3066 su Twitter, mentre la pagina Facebook ha ormai raggiunto i 10.000 utenti registrati ed una copertura di ogni post da 2.000 a 6.000 contatti.

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