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Banca dell'Acqua, nel 2017
risolte 18 situazioni
di morosità incolpevole

A due anni dalla sua costituzione, è tempo di bilanci per valutare i risultati ottenuti dalla attività di Fondazione Banca dell’Acqua Onlus. Una valutazione che, come hanno spiegato i promotori in una conferenza stampa svoltasi nel pomeriggio, è “più che positiva”: questo perché nella fase di sperimentazione, avviata nel 2017 ben diciotto persone in condizione sociale di morosità incolpevole hanno risolto il loro debito nei confronti di Padania Acque, per un totale di oltre 26mila euro.

Banca dell’Acqua, nata alla fine del 2015 da un’idea di Padania Acque con il coinvolgimento dei soci-azionisti (i comuni della provincia) e delle realtà territoriali del terzo settore, è una fondazione no-profit che agisce come una “Società di Mutuo Soccorso” con le stesse finalità di una “Banca etica” e non come un istituto bancario.

Le persone che si trovano momentaneamente in una situazione di fragilità, dovuta a disagio economico, lavorativo, familiare e personale, possono usufruire di “aperture di credito o conti corrente dell’acqua”, non di denaro, che onorano con ore di lavoro a favore della comunità attraverso la disponibilità ad effettuare servizi e progetti socialmente utili. Ciò comporta che, in caso di mancato pagamento delle bollette da parte di questi soggetti in difficoltà, non ci sia nessuna interruzione di fornitura di acqua potabile, condizione che sarebbe foriera di ulteriori disagi. L’obiettivo dunque è duplice: contrastare il fenomeno della morosità incolpevole e garantire l’erogazione del servizio agli utenti non in regola con i pagamenti.
Per ripagare i conti corrente, ai beneficiari è stato richiesto l’impegno di prestare ore di lavoro a beneficio della collettività. La retribuzione oraria simbolica, stabilita in 10 euro, viene convertita in fornitura d’acqua.

Gli enti di riferimento territoriali che hanno permesso a Fondazione Banca dell’Acqua di interfacciarsi con le comunità locali per l’identificazione dei lavori socialmente utili sono: Comunità Sociale Cremasca a.s.c., Consorzio Casalasco, Comune di Cremona e Azienda Sociale del Cremonese. Il progetto ha previsto quindi l’attività sinergica tra i quattro enti di riferimento e i Servizi Sociali dei diversi comuni della provincia di Cremona, suddivisa nei distretti del cremasco, del cremonese e del casalasco.

Gli operatori dei servizi sociali individuano gli utenti bisognosi di aiuto per provvedere successivamente, in collaborazione con gli enti locali, alla assegnazione dei lavori socialmente utili. Le mansioni ricoperte, nella maggior parte dei casi, sono quelle di aiuto-cantoniere, addetto alla cura del verde, alla pulizia presso uffici, ambulatori e aree delle amministrazioni pubbliche, nonché piccole mansioni legate alla manutenzione.

Se il 2017 si è concluso in modo positivo, gli obiettivi fissati per il 2018 sono ancora più ambiziosi: ai 21 progetti in corso, che si prevede di chiudere entro qualche mese, se ne dovrebbero aggiungere altri, tanto da arrivare, secondo Angelo Mantovani, presidente di Fondazione Banca dell’Acqua, alla risoluzione di circa una quarantina di casi di morosità incolpevole. “Banca dell’Acqua è una Fondazione etica che aiuta e riabilita le persone in difficoltà, estinguendo il loro debito verso Padania Acque” evidenzia. “Ciò avviene attraverso servizi e progetti a beneficio della collettività e del territorio. Il risultato è che l’iniziativa è potenzialmente in grado di restituire alle persone coinvolte un forte senso di dignità, facendole sentire utili, nonostante il momento di difficoltà”.

“Fondazione Banca dell’Acqua ha avuto numerose manifestazioni di apprezzamento, in occasione della presentazione da parte dei vertici di Padania Acque al workshop sulla comunicazione di Ape (Acqua Pubblica Europea) lo scorso 8 febbraio a Bruxelles, quale concreto e innovativo strumento di welfare sociale” aggiunge il presidente di Padania Acque, Claudio Bodini –.

“Una società inclusiva genera e rigenera opportunità”, afferma l’Amministratore Delegato Alessandro Lanfranchi. “Il sistema tariffario del Servizio Idrico ha previsto un aiuto per chi ha redditi bassi, il “Bonus Sociale Idrico”, ma per i servizi pubblici fondamentali, come l’accesso all’acqua, non basta. Tramite le attività di Fondazione Banca dell’Acqua si cerca di creare progetti, per coloro che si trovano in stato di morosità incolpevole, in modo da ridare fiducia a chi rischia di essere posto a margine della Società per difficoltà gravi ma superabili. Generare valore per l’intera collettività con un aiuto concreto, ricambiato attraverso ore di lavoro o di impegno nel recupero della propria situazione di disagio. Ognuno ha dei talenti da mettere a frutto”.

In conclusione, anche i referenti delle realtà sociali – Azienda sociale Cremonese, Comune di Cremona, Comunità Sociale Cremasca e Consorzio Casalasco Servizi Sociali – esprimono piena soddisfazione per questo primo anno di attività di Fondazione Banca dell’Acqua che ha consentito di sperimentare e consolidare prassi di lavoro sociale in sinergia con la Fondazione, con i Comuni e con le diverse realtà ospitanti. L’esperienza di Banca dell’Acqua è una testimonianza virtuosa di un modello innovativo di fare sociale che vede il coinvolgimento diretto delle persone in difficoltà.

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