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Camera di Commercio,
Pavia promuove
secondo ricorso al Tar

Salvo sorprese il matrimonio a tre Cremona – Mantova e Pavia dovrebbe concretizzarsi a fine anno. Ma nel riordino delle Camere di Commercio, Pavia mostra di nuovo i muscoli. La riforma del sistema camerale torna d’attualità grazie ad un nuovo decreto del ministero dello Sviluppo economico che, già avallato dalla Corte dei Conti, ha sancito di nuovo accorpamenti e razionalizzazioni di sedi e personale. Ma Franco Bosi, presidente dell’ente camerale pavese, ha presentato un altro ricorso al Tar. Pavia non vuole stare con Cremona e Mantova.
«Promuoveremo un incontro con gli altri due presidenti – dice ancora Bosi – per arrivare a ridefinire l’accordo, perchè l’attuale ci impoverisce.
Nell’istituire il riassetto tra le tre camere di commercio, a febbraio il ministero dello sviluppo economico ha ribadito che la sede sarà a Mantova ed ha nominato il commissario con il compito di attuare le procedure per la costituzione del nuovo consiglio. Il commissario ha poi pubblicato l’avviso di avvio delle procedure per la nomina del nuovo consiglio camerale. Entro il 10 aprile le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, nonché le associazioni di tutela di consumatori e utenti, dovranno far pervenire le candidature per la ripartizione dei seggi nel nuovo consiglio camerale. In tutto i seggi saranno 33, di cui 30 ai settori di attività economica, 1 ai sindacati dei lavoratori, 1 alle associazioni consumatori e 1 ai liberi professionisti. Una volta ricevuti i nominativi dalle organizzazioni, la Regione potrà quindi emanare il decreto di nomina del nuovo consiglio”.

Una volta eletto il Consiglio, toccherà alla Giunta, i cui membri saranno soltanto 7, oltre al presidente.

Simone Bacchetta

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