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Giovedì a Milano l'autopsia
di Alessandro Fiori: la
famiglia attende risposte

Sospesi a data da destinarsi i funerali di Alessandro Fiori, il 33enne di Soncino scomparso in Turchia a metà marzo, il cui corpo è stato trovato senza vita nelle acque del Bosforo la mattina del 29. La salma si trova ancora all’istituto di medicina legale di Milano e giovedì si svolgerà l’autopsia disposta dalla Procura.

Sul corpo del manager cremonese partito il 12 marzo dall’aeroporto di Milano Malpensa per Istanbul ci sono cicatrici sul volto e una ferita lunga una spanna dietro la testa.

Per questo gli interrogativi restano molti: Alessandro sarebbe dovuto rientrare in Italia il 15 marzo, giorno in cui ha avuto un malore a Istanbul e si è recato in ospedale, senza però essere ricoverato. Un malore che secondo le autorità del posto potrebbe essere stata l’avvisaglia di un infarto, arrivato probabilmente nei giorni seguenti e che avrebbe fatto cadere in acqua Alessandro. Se così fosse, ma il cadavere è stato trovato il 26 marzo, perché l’autopsia turca ha escluso che il corpo possa essere stato in acqua più di due giorni? C’è un buco di 10 giorni nei quali il ragazzo sembra essere sparito nel nulla.

E se le ferite al viso potrebbero essere spiegate con il continuo scontrarsi sugli scogli dopo che Alessandro era già morto, resta invece da spiegare il lungo e profondo taglio dietro la nuca. Le ipotesi sono due: un fendente scagliato in seguito a un tentativo di rapina, oppure la possibilità che il corpo senza vita del soncinese sia finito contro l’elica di uno dei tanti battelli che navigano in quelle acque.

Il padre Eligio, dopo averlo cercato in Turchia, si trova con la moglie nel capoluogo lombardo in attesa di risposte, così come gli altri parenti e gli amici di Alessandro.

ab

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