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Immatricolazioni illecite
e fatture false, cinque
imprenditori nei guai

Cinque imprenditori attivi tra Cremona, Brescia, Milano e Reggio Emilia sono finiti nei guai per frode fiscale internazionale. L’indagine, portata avanti dalla guardia di finanza di Cremona, ha consentito di far emergere una cosiddetta “frode carosello”, messa in piedi per importare autovetture dalla Germania e dalla Svizzera.

Il sistema riguardava l’illecita immatricolazione di autovetture riconducibili a noti marchi tedeschi (Porche, Audi, Mercedes, Bmw) attraverso l’utilizzo di false dichiarazioni doganali presentate agli uffici della motorizzazione, con le quali si attestava che l’Iva inerente gli autoveicoli era stata corrisposta in dogana.

L’organizzazione, che faceva capo a un commerciante di auto cremonese, ha utilizzato quale prestanome per l’importazione dei veicoli, un anziano signore ricoverato presso una casa di riposo di Milano. Successivamente, mediante un giro di fatture per operazioni inesistenti, cinque imprenditori operanti nel settore del commercio di automobili (attivi nelle province di Milano, Brescia, Cremona e Reggio Emilia) hanno commercializzato irregolarmente sul territorio Nazionale duecento autovetture.

Il tutto non dichiarando al fisco ricavi per oltre dieci milioni di euro e omettendo il versamento di Iva per due milioni di euro. Gli imprenditori sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per frode fiscale e falso materiale in atto pubblico e nei loro confronti è stato proposto un sequestro dei beni per 2,3 milioni di euro.

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Commenti
  • Mirko

    Galera

  • Graziano Ansaldi

    Nomi e cognomi, come si fa negli USA. Ah scusate, dimenticavo. Qui siamo a Paperopoli,dove chi viene condannato è sempre in giro, non in carcere.

  • Aldo Nassano

    In effetti le persone oneste in questo paese perdono sempre……Ovviamente essendo meno dei disonesti devono soccombere.Che sistema complice