Cronaca
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Fiorire di antenne sopra palazzo comunale: così la 'città rossa' perde fascino

Un gruppo di turisti francesi, questa mattina in città, estasiato di fronte al colore rosso del cotto di palazzo comunale, è inorridito vedendo il proliferare di antenne sul palazzo simbolo della città. Un nostro cronista, sul posto, ne ha raccolto le lamentele. Una enorme, centrale, di dimensioni gigantesche è ben visibile sia  provenendo dal viale Po che sostando in piazza Stradivari ma altre, tante altre,  sono spuntate come funghi sulla parte più alta del palazzo, la torre dell’acqua. Una scelta forse non recentissima ma che colpisce i visitatori portati a Cremona dalla fama dei suoi violini ma anche da quel cotto che, come a Siena, ti rapisce. Infatti “Cremona città rossa” è diventata un mito internazionale fin dal 1962 quando un romanzo giovanile di Corrado Stajano concludeva così il capitolo sulla notte d’amore passata sul Po. “Guarda. Il sole sfiorava il Po e batteva sui tetti e sulle torri della città rossa” oppure quando Ugo Dotti ne “Le chiavi d’oro” scriveva “veduta da lontano, vibrante nel suo gomitolo rossigno, la città dipanava  i suoi infiniti itinerari”. Il colore rosso mattone del cotto lombardo di palazzi e chiese ti accompagna ancora in città. Non roviniamolo con antenne televisive e altro. Chi può intervenire lo faccia.

Sullo sfondo, l’antenna che campeggia sul tetto di palazzo comunale

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