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Estorsione a sagrestano
incontrato in una zona 'a luci
rosse', in manette tunisino

Estorceva denaro al sagrestano di una chiesa cremonese, minacciandolo di rivelare di averlo incontrato in un’area di parcheggio nota per essere un luogo “a luci rosse”. E’ così finito in manette, colto in flagranza di reato dai Carabinieri di Cremona, agli ordini del maggiore Rocco Papaleo, F.N., tunisino 25enne residente a Venezia, pregiudicato, in regola sul territorio nazionale. Nei suoi confronti l’accusa è quella di estorsione aggravata.

Le indagini dei carabinieri sono partite dalla denuncia sporta dal sagrestano a fine aprile. L’uomo, 60enne, ha riferito ai militari di essere oggetto da alcuni giorni di una serie di estorsioni da parte di un giovane nord africano, al fine di ottenere la restituzione di un telefono, sottrattogli dallo stesso in circostanze ancora da chiarire, e per cui era già stato costretto a consegnare una somma di euro 1.500. I Carabinieri hanno scoperto che il giovane era già noto alle forze dell’ordine per alcune vicende che in passato lo avevano visto protagonista e per essere un frequentatore assiduo di Cremona, dove si recava nel fine settimana in treno, per trascorrervi le ore notturne presso le aree di parcheggio periferiche e che costeggiano la tangenziale.

Quella notte il 25enne, secondo il racconto della vittima, aveva incontrato il sagrestano mentre era intento a fumare una sigaretta seduto a bordo della propria autovettura, e lo aveva chiedendogli di “accendere”. Il 60enne aveva acconsentito e, scendendo dall’auto per prendere l’accendino dalla tasca, aveva fatto cadere il cellulare. Sempre secondo il racconto, il giovane aveva approfittato dell’occasione per appropriarsi del telefono. Aveva quindi rivelato all’uomo di averlo riconosciuto come sagrestano e lo aveva minacciato di chiamare i contatti della sua rubrica e di raccontare loro che lo aveva trovato in una località sospetta, nota in città anche per essere un luogo in cui avvengono episodi di prostituzione maschile.

Terrorizzato dalle possibili ripercussione di questa minaccia, essendo l’uomo coniugato, il 60enne aveva così acconsentito a consegnare al giovane la somma richiesta, una volta riuscito a racimolarla. I due si erano così incontrati il giorno dopo in una piazza della città, per la consegna dei soldi. L’estorsore in quella circostanza aveva si consegnato il telefono, ma chiedendo altri 1500 euro, altrimenti avrebbe contattato alcune utenze che aveva copiato dalla rubrica del telefono.

Era così iniziato un vero e proprio stillicidio di richiesta in denaro. Il sagrestato aveva iniziato a pagare, finchè, esasperato dal protrarsi delle stesse e dall’ulteriore minaccia del giovane di voler fare una “scenata” in chiesa davanti ai fedeli, il sagrestano aveva finalmente deciso di rivolgersi ai Carabinieri.

Così la mattina di martedì 1° maggio i militari, all’ennesima richiesta di denaro del giovane, lo hanno colto sul fatto, proprio mentre ritirava i soldi (150 euro) dalle mani del 60enne. Sono così scattate le manette ai polsi del tunisino, portato in carcere a Cremona, a disposizione dell’autorità Giudiziaria. A seguito dell’interrogatorio di garanzia l’arresto è stato quindi convalidato ed è scattata la misura della custodia cautelare in carcere.

 

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Commenti
  • Mirko

    Erano un paio di giorni che non si parlava di delinquenti non autoctoni…..incominciavo a preoccuparmi

  • disqus_jQeGIpbFH9

    Che bella gente importiamo dal continente nero.

  • Roberto

    Certo che sará stato proprio tutto un caso che il 60enne si trovasse in zona di prostituzione maschile…