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Via droga e armi dall'ufficio
corpi di reato del tribunale
Per 4 chiesto il processo

Ulteriore passo avanti d nell’iter giudiziario sulle indagini della squadra mobile riguardante la sottrazione di droga e armi dall’ufficio sequestri del tribunale. La procura di Cremona ha chiesto il processo per quattro persone: i due dipendenti ‘infedeli’ Francesco Manfredi, 60 anni, addetto dell’ufficio corpi di reato, e Attilio Valcarenghi, 58 anni, addetto alla cancelleria civile, Claudio Montanari, ex dipendente di un bar di via Mantova e Claudio Pagliari, responsabile dell’ufficio corpi di reato, quest’ultimo indagato solo per omessa vigilanza. Nell’ottobre del 2016 Manfredi e Valcarenghi, entrambi cremonesi, erano finiti in carcere: il primo è accusato di concorso in peculato, violazione dei sigilli, falso e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, mentre il secondo di concorso in peculato e detenzione illegale di armi da guerra e comuni da sparo.

Secondo l’accusa, l’addetto dell’ufficio corpi di reato, abusando della sua posizione, aveva asportato in diverse occasioni droga sequestrata e contenuta nei reperti destinati alla distruzione a seguito della chiusura dei processi. Da parte sua, Valcarenghi, appassionato di armi, si era fatto consegnare dal complice delle munizioni sequestrate che poi aveva nascosto all’interno di una tasca. I poliziotti, grazie all’ausilio di telecamere nascoste, avevano sorpreso Manfredi mentre riempiva una borsa con circa quattro chilogrammi di droga, tra hashish, marijuana e cocaina. Il 21 ottobre del 2016 aveva lasciato il tribunale in sella al suo scooter per raggiungere la sua abitazione. La polizia lo aveva seguito e fermato sotto casa e trovato in possesso della droga.

A chi era destinato lo stupefacente ? Agli inquirenti, il dipendente aveva fatto un nome, quello di Montanari, all’epoca dipendente di un bar in via Mantova. Nell’abitazione di Valcarenghi gli uomini della mobile avevano sequestrato un vero e proprio arsenale. Alcune delle armi erano regolarmente denunciate, mentre la maggior parte detenute illegalmente, tra cui tre pistole e un fucile a canne mozze che erano custoditi nel caveau del tribunale in attesa di essere distrutti.

Nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Pierpaolo Beluzzi, Francesco Manfredi, che aveva ammesso da subito le sue responsabilità, aveva spiegato che l’attività illecita di sottrazione dei corpi di reato non andava avanti da molto tempo. L’uomo aveva dichiarato di aver agito così per colpa di problemi economici.

Ora che la procura ha chiesto il rinvio a giudizio, resta da fissare la data dell’udienza preliminare.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Seppe Marin

    Omessa vigilanza…vorrei sapere chi ha dato loro materialmente le chiavi, chi ha sbloccato loro la serratura elettromagnetica che impedisce l’accesso alla sala che ha solo la guardia giurata, chi ha dato loro il lasciapassare, chi ha fornito le chiavi dello ascensore, chi ha approfittato della assenza per grave patologia dell’operatore per distruggergli l’ufficio, il cardinale?

  • Seppe Marin

    E poi, non erano dipendenti del tribunale, forse spie dell’ex KGB infiltrate sotto copertura spacciatesi per impiegati dell’ufficio aste di Perugia 🙉🙊🙈

  • Seppe Marin

    Erano dipendenti del Comune, della raffineria di Cremona, e il ricettatore/basista, lavorava in un bar di via Mantova.
    Con l’inganno spacciatesi per ex Polizia di Stato di Cremona, come esodati 🙈🙉🙊