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Forza Italia la lettera di
20 amministratori contro
la gestione Jotta-Bertusi

Si inasprisce il dibattito politico in Forza Italia del Cremonese: dopo le polemiche delle scorse settimane, un gruppo di una ventina di amministratori del partito e anche di altri partiti di area centrodestra hanno sottoscritto un documento per evidenziare tutti i problemi che vi sono, e soprattutto per le “riunioni segrete” che si svolgono solo tra alcuni membri per prendere decisioni importanti, come quella dell’indicazione dei nuovi vertici di Padania Acque.

Nelle scorse settimane alcuni di noi sono intervenuti e altri hanno assistito al dibattito in cui sindaci, militanti e simpatizzanti hanno chiesto pubblicamente e a gran voce un cambio di rotta in Forza Italia per ripristinare la normale dialettica democratica all’interno del partito e condividere le decisioni strategiche per il futuro del territorio” si legge nel documento, firmato dai seguenti 20 amministratori: Marco Arcari – Sindaco di Ticengo, Aldo Assandri – Sindaco di Cumignano sul Naviglio, Graziano Baldassarre – Vicesindaco di Vaiano Cremasco, Graziano Cominetti – Sindaco di Pescarolo, Luca Cristiani – Sindaco di Casaletto di Sopra, Giovanni Delmiglio – Sindaco di Motta Baluffi, Gabriele Gallina – Sindaco di Soncino, Renato Gerevini – Sindaco di Crotta d’Adda, Luigi Guarneri – Vicesindaco di Bonemerse (e presidente del Comitato Indirizzo e Controllo di Padania Acque), Matteo Guerini Rocco – Sindaco di Credera Rubbiano, Gianpaolo Lazzari – Sindaco di Genivolta, Giovanni Leoni – Vicesindaco di Casalmaggiore, Dino Maglia – Sindaco di San Martino del Lago, Nicola Marani – Sindaco di Salvirola, Giuseppe Piacentini – Sindaco di Fiesco, Marco Pipperi – Sindaco di Robecco d’Oglio, Attilio Polla – Sindaco di Romanengo, Luigi Rottoli – Sindaco di Corte de Cortesi, Cristian Sacchetti – Sindaco di Trigolo, Pierluigi Tadi – Sindaco di Cappella Cantone.

Non solo gli amministratori iscritti al partito, ma anche quelli di area centrodestra hanno affermato di “soffrire” politicamente per la gestione autoreferenziale e poco trasparente dei dirigenti di Forza Italia, in quanto impedisce a molti sindaci e amministratori di area di avere dei punti di riferimento con cui confrontarsi e fare politica attiva territoriale di centrodestra” si legge ancora nel documento.

Nonostante queste critiche e i tentativi maldestri di giustificarsi, con sconcerto abbiamo appreso che nella serata di martedì scorso è stata organizzata a Cremona una “riunione per pochi” per indicare di fatto i nuovi vertici di Padania Acque“. Una riunione che ha lasciato decisamente indisposti gli scriventi.

Non sappiamo bene chi ufficialmente l’abbia organizzata, in quanto non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale, però sappiamo che gli inviti telefonici sono arrivati dai dirigenti provinciali di Forza Italia” commentano i sindaci. “Quello che sappiamo invece, è che alla riunione erano presenti 5/6 membri del coordinamento provinciale di Forza Italia (Coordinatore e Vicecoordinatore compresi), 4/5 sindaci iscritti a Forza italia, 5/6 sindaci di area centrodestra e anche due sindaci di ‘Noi con l’Italia’. La cosa che lascia senza parole è che ancora una volta la dirigenza di Forza Italia ha escluso a priori dagli inviti molti sindaci e amministratori sia di Forza Italia che di area centrodestra, i quali avrebbero avuto il diritto e il dovere, al pari di quelli presenti, di partecipare alla riunione dal momento che Padania Acque è la società che gestisce il servizio idrico a livello provinciale“.

Secondo gli amministratori di centrodestra, “una riflessione in merito al futuro e alle prospettive di una società pubblica così importante non può prescindere da una discussione ampia, trasparente e democratica. Ma ancora una volta si è preferito evitare il metodo della trasparenza e del confronto avviando un percorso che, alla fine, ha lo scopo di mettere tutti davanti al fatto compiuto.

Relativamente alle modalità di convocazione, alcuni sindaci presenti alla riunione ristretta hanno di fatto criticato la scelta con cui sono stati fatti gli inviti, sottolineando il fatto che si è persa per l’ennesima volta l’occasione per coinvolgere i sindaci e gli amministratori del territorio.

In riferimento invece ai criteri confusi e poco chiari con cui sono stati fatti gli inviti all’incontro, davanti allo stupore di chi ha fatto notare l’anomalia è stato risposto che la riunione era aperta a tutto il centrodestra. Ma perché allora, oltre ad aver escluso numerosi amministratori di Forza Italia e di area centrodestra, non c’erano esponenti di partito o amministratori della Lega, di Fratelli d’Italia e dell’Udc, ossia delle forze politiche che costituiscono il centrodestra? La verità è che non erano stati invitati a partecipare.

Delle due l’una: o era una riunione di Forza Italia e non si capisce la presenza di esterni al partito o era una riunione del centrodestra e non si capisce la presenza di ‘Noi con l’Italia’ e i non inviti agli altri partiti alleati.

Oppure vale la terza opzione. Ancora una volta si è scelta la strada antidemocratica che da settimane viene contestata. Il metodo Jotta-Bertusi prevede riunioni ristrette e pilotate in vista delle nomine nelle società dove è possibile acquisire poltrone prestigiose mentre il partito è abbandonato nel più totale immobilismo, assente con iniziative e progetti dal dibattito locale, privo di una strategia di rilancio che non può prescindere da un confronto aperto e sincero sui contenuti.

Un metodo che ha portato ad una continua e sistematica perdita di consenso, a disconoscere il ruolo degli amministratori locali, a marginalizzare Forza Italia nell’ambito territoriale, a scoraggiare nuove adesioni da parte di esponenti della società civile.

E’ ora che chi non crede nella democrazia e nella condivisione si faccia da parte per consentire il rilancio del partito sul territorio“.

 

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