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L'addio di Giammarioli
alla Cremonese: 'Sarò
sempre uno di voi'

L’U.S. Cremonese e il direttore sportivo Stefano Giammarioli comunicano la decisione di terminare consensualmente la collaborazione con decorrenza 31 maggio 2018. “La proprietà e la Società – si legge in un comunicato ufficiale – ringraziano il Giammarioli per la professionalità dimostrata in questi quattro anni di lavoro svolti con entusiasmo, passione e attaccamento ai colori grigiorossi”.

“Ho completato a Cremona un percorso umano e professionale caratterizzato da numerosi e intensi rapporti umani, un impegno forte e grandi soddisfazioni. Sono trascorsi quattro anni intensi e bellissimi, che hanno animato l’entusiasmo nella città, tra i tifosi e in tutte le componenti societarie  e tecniche”, scrive l’ex dg in una lettera aperta. “Un cammino lungo, faticoso e importante”, così Giammarioli descrive il percorso che ha ricondotto la Cremonese in serie B, nel quale “ho messo tutto me stesso, agevolato da una società forte, seria e organizzata come poche.

“Sarò sempre grato al cavalier Giovanni Arvedi. E’ molto più di un patron, è una persona speciale che ho sempre visto come una risorsa unica e straordinaria per la città di Cremona. Ho condiviso con lui un cammino che mi ha reso un uomo più completo e un professionista più responsabile. Lo ringrazio pubblicamente per la fiducia che ha riposto in me, per avermi dato la possibilità di mettere al servizio della società l’impegno e la dedizione per la causa grigiorossa”. Non solo risorse economiche, ma anche umane, quelle investite dal cavaliere, scrive ancora Giammarioli, che ringrazia pubblicamente anche il presidente Paolo Rossi, “i dirigenti, i collaboratori i tecnici, lo staff di tutti i settori e la stampa locale … Il Centro Arvedi, lo ‘Zini’ e gli impianti sportivi sono stati una seconda casa”.

“Ho dato il massimo, ogni giorno, commettendo anche errori in cui può incappare soltanto chi lavora e si impegna al meglio delle proprie possibilità, ma pronto a risponderne in prima persona. Sarò sempre uno di voi, un tifoso della Cremonese. Porterò nel cuore e nella vita di ogni giorno questa esperienza”.

Da ultimo, uno sguardo al futuro e un auspicio: “Penso che la missione non sia ancora completata. Dopo aver consolidato la serie B, al termine di una stagione non facile anche per i contrattempi che l’hanno condizionata, c’è un sogno che si chiama serie A. La città e la società possono raggiungere insieme un altro obiettivo puntando su adeguate professionalità e mantenendo la stessa passione”.

 

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