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I big del basket azzurro al relais Convento per l'amarcord di Nantes 1983

Trentacinque anni dopo l’Italia del basket forse più grande di sempre s’è ritrovata: gli eroi di Nantes 1983 non c’erano proprio tutti, ma sorrisi, pacche sulle spalle e canestri, per quanto in onda sul maxischermo, sono giunti in abbondanza. La splendida idea di riunire quei campioni di ieri, e in qualche caso, come per Meo Sacchetti, allenatori di oggi, è venuta a Luca Soldi del Relais Convento di Persico Dosimo, sposata subito dal coach Vanoli e dalla società cremonese, presente con Ruth Vanoli, col gm Andrea Conti e col vicepresidente Davide Borsatti, e poi diffusa con un giro di telefonate. “Ragazzi, che ne dite di ritrovarci nel 35esimo esatto della nostra impresa?”: questa la domanda, parola più parola meno, passata dai vari smartphone.
E la risposta non è mancata: Caglieris, Tonut, Bonamico, Brunamonti, Meneghin – che l’Europeo lo vinse da giocatore nel 1983 e poi da team manager, col figlio Andrea in campo, nel 1999 sempre in Francia, a Parigi – e ancora Riva e Vecchiato, oltre ovviamente a Meo Sacchetti. Mancavano solo, assenti per impegni personali, Villalta, Marzorati, Costa e Gilardi.

Nomi che mettono i brividi, ripensando a quell’impresa che lanciò la nostra pallacanestro per la prima volta verso un titolo di livello assoluto, sul tetto d’Europa. Nomi guidati da Sandro Gamba, presente e in forma nonostante gli anni che avanzano, soprattutto ancora lucidissimo nei suoi ricordi così come lo era nei suggerimenti dati, da vincente, in panchina.

Presenti alla serata anche altri protagonisti del basket di oggi, quali Mattia Barcella e Paolo Silva della Juvi Cremona.
La serata, condotta da Maurizio Mondoni, esperto di basket di casa nostra, alla presenza anche del presidente del Coni Lombardia, il cremonesissimo Oreste Perri, ha scandito la carriera di ciascuno dei protagonisti di quella vittoria francese, invitando ciascuno dei presenti a inizio sala, mentre sullo sfondo scorrevano le originali immagini Rai della finalissima con la Spagna e di un cammino passato dai successi sulla fortissima Jugoslavia e poi su Grecia, Francia, Svezia, oltre che sull’Olanda in semifinale prima appunto della sfida finale agli iberici. Aneddoti, prese in giro simpatiche, ad esempio sull’altezza di Caglieris (che però faceva il playmaker e non aveva bisogno di centimetri bensì di fosforo e ritmo), e un po’ di nostalgia hanno condito la serata tra una portata e l’altra di alto livello servita dai titolari del Relais Convento. Con l’augurio che l’Italia del basket di oggi venga rilanciata da uno degli azzurri di allora, Meo Sacchetti, attuale ct della Nazionale. Chissà che anche lui non si lasci ispirare dall’impresa messa a segno 35 anni fa dai ragazzi terribili di Nantes.
Giovanni Gardani

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