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'Adda in crisi idrica'. Istanza
formale alla Regione per il
rilascio dei bacini idroelettrici

Questa mattina, venerdì 13 luglio, il Consorzio di Bonifica Dugali Naviglio Adda Serio, con i concessionari cremonesi Consorzio Irrigazioni Cremonesi, Canale Retorto, Roggia Rivoltana e Roggia Vailata, ha inoltrato “formale istanza a Regione Lombardia affinché imponga il rilascio dai bacini idrolettrici della Valtellina verso il lago di Como dell’acqua indebitamente trattenuta da aprile ad oggi”.

Secondo i promotori dell’istanza, il lago garantisce l’irrigazione a quasi 100.000 Ha della provincia di Cremona, che grazie alle derivazioni dell’Adda da secoli rendono il nostro lembo di pianura tra i più fertili e ricchi di biodiversità. In caso di crisi idrica, gli idroelettrici alpini, ultimi arrivati tra gli utilizzatori delle acqua dell’Adda, devono garantire un afflusso costante al lago di Como, così come confermato da due storiche sentenze del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche di Milano (TRAP 1/93) e dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma (TSAP86/95).

Da quasi un mese, denunciano, il livello del lago è in caduta libera ed ora le derivazioni non possono prelevare più del 70% della propria competenza. Da aprile i bacini alpini hanno trattenuto oltre 200 milioni di metri cubi d’acqua, pari a ben più del volume oggi regolabile del Lago di Como, ormai limitato a poco più di 180 milioni di metri cubi. La mancanza di acqua al lago e l’applicazione del Deflusso Minimo Vitale che impone il mantenimento in fiume di ben 22 metri cubi al secondo hanno ormai portato il fiume Adda in una situazione di crisi idrica inimmaginabile sino a pochi mesi fa.

“Forte – commentano attraverso un comunicato – è l’impegno del Consorzio a difendere una risorsa che non solo è a servizio dell’agricoltura ma che nei secoli ha rappresentato la nostra storia, lo sviluppo socioeconomico del nostro territorio, e che ormai è parte stessa del paesaggio rurale cremonese”.

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