Un commento

Nascosto in un sacco e gettato
in un fosso ad Azzanello
il corpo di Manuela Bailo

Manuela Bailo

AGGIORNAMENTO – E’ il cadavere di Manuela Bailo, quello trovato sepolto la scorsa notte nei pressi di una cascina adibita a ricovero macchinari appena fuori dal paese di Azzanello, verso il fiume Oglio, ai confini con la provincia di Brescia.

La cascina è raggiungibile dopo aver percorso un lungo sterrato che si diparte da via Marchese Stanga. Il corpo di Manuela è stato trovato in avanzato stato di decomposizione sul retro di una parte del fabbricato, in un fosso, all’interno di un sacco di plastica e nascosto alla vista con delle frasche. Il riconoscimento è avvenuto grazie all’abbigliamento.

L’ex amante della 35enne di Nave  scomparsa il 28 luglio scorso ha confessato il delitto ai carabinieri bresciani. Si tratta di Fabrizio Pasini, 48enne bresciano, sindacalista della Uil e collega della Bailo. L’uomo, tornato nella serata di ieri dalla Sardegna, dove era in vacanza con la moglie e i figli, ha portato gli inquirenti sul luogo dove aveva sepolto Manuela, facendo anche ritrovare l’auto, lasciata dove i due si erano incontrati la sera del 28 luglio a Brescia. La Bailo è stata uccisa proprio quella sera al culmine di un litigio durante il quale il suo aggressore aveva rimediato una botta al costato. “Sono caduto in casa inciampando nel tappeto”, era stata la sua giustificazione.

Sul posto, nella mattinata del 20 agosto, i carabinieri di Brescia e di Cremona, i vigili del fuoco, il sindaco di Azzanello Arsenio Molaschi e il collega di Castelvisconti Alberto Sisti. Sono in corso ulteriori accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Intanto il pubblico ministero ha disposto il fermo dell’indagato che è stato portato in carcere.

Manuela viveva ancora con l’ex fidanzato nonostante la relazione fosse finita da circa due anni, ma frequentava il collega Pasini, che è sposato. Sentito in precedenza, l’uomo aveva dichiarato che con la donna era finita da tempo, ma in realtà i due erano ancora in contatto. I carabinieri lo avevano ascoltato come persona informata sui fatti. Pasini aveva detto di essere tranquillo, di non aver fatto nulla e di essere preoccupato per la sorte di Manuela.

Il pomeriggio di sabato 28 luglio, Manuela, impiegata del Caf Uil di Brescia, era salita sulla sua Opel Corsa per raggiungere il lago dove voleva trascorrere il fine settimana. Dalla sera del 30 luglio i suoi due telefoni, quello privato e quello aziendale, dopo aver inviato alcuni messaggi, erano risultati muti. La sera del 28 luglio l’ex compagno Matteo Sandri aveva ricevuto un messaggio di Manuela che lo informava che era andata al lago e che non sarebbe rientrata, e un altro ancora la domenica dicendo che si sarebbe fermata e che lunedì sarebbe andata direttamente al lavoro. Nel tardo pomeriggio del sabato le telecamere di videosorveglianza stradali avevano inquadrato l’auto di Manuela che si spostava da Nave a Brescia. L’ultima immagine l’aveva ripresa dalle parti di via Triumplina a Brescia.

La scorsa notte il drammatico epilogo.

Sara Pizzorni e Giuliana Biagi

 

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Commenti
  • MENCIA

    che coraggio