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Capotreno licenziato, sì
a risoluzione consensuale
'Ma disparità di trattamento'

Giordano Stagnati con l'avvocato Massimiliano Cortellazzi

Trenord ha detto sì alla proposta, avanzata lo scorso 13 luglio dall’avvocato Massimiliano Cortellazzi, di convertire il licenziamento del capotreno cremonese Giordano Stagnati da giusta causa in consensuale. Lo ha fatto questa mattina davanti al giudice del lavoro Giulia Di Marco nella causa relativa al ricorso depositato dall’avvocato Cortellazzi contro il licenziamento di Stagnati, reo di aver pronunciato un insulto razziale il 23 settembre dell’anno scorso sul treno in viaggio da Brescia verso Cremona nei confronti di Moussa Diatta, il 23enne passeggero senegalese sprovvisto di biglietto che l’aveva aggredito, strappandogli dalle mani il palmare e l’apparecchio pos per i pagamenti con le carte di credito. Per quell’insulto, Stagnati si era scusato, ma nei suoi confronti era scattato il licenziamento. Questa mattina, accogliendo la richiesta del legale di Stagnati, Trenord, rappresentata dall’avvocato Silvia Laura Fumagalli e dal procuratore speciale Stefania Modena, ha anche sbloccato le abilitazioni da capotreno del 25enne cremonese, che avrà quindi la possibilità di svincolarsi dalla stessa Trenord e cercare lavoro come capotreno in un’altra compagnia di trasporto ferroviario.

“Sono soddisfatto”, è stato il commento di Stagnati, arrivato in tribunale insieme ai genitori e al suo legale. “Certo, resta l’amarezza di aver perso un buon lavoro, ma ne esco tranquillo. Non ci sono stati nè vincitori nè vinti, sono stati concilianti, alla fine è stato un buon pareggio”. Inevitabilmente il pensiero è andato alla collega della linea Milano-Cremona-Mantova finita al centro di polemiche per aver diffuso, lo scorso 7 agosto, un avviso a sfondo razzista dagli altoparlanti del regionale 2653. «I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. E agli zingari: scendete alla prossima fermata perché avere rotto i c…». Lei, diversamente da Stagnati, è tornata al lavoro. “Lei ha una diversa stabilità contrattuale”, ha spiegato il cremonese, “ma c’è stata comunque disparità di trattamento da parte di Trenord”. Per la capotreno era sceso in campo anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che Stagnati ha provato inutilmente a contattare. “Gli ho mandato una mail, ma non ho avuto risposta”, ha raccontato il capotreno cremonese. “E’ stato pochi giorni prima del crollo del ponte di Genova, mentre un’altra volta era in campagna elettorale. Volevo mettermi in contatto anche con la collega, volevo sapere bene cosa era successo, perchè si fa presto a distorcere le cose. Comunque ho avuto una buona solidarietà da parte di amici, parenti e anche viaggiatori. Ora per me la cosa importante è tornare a lavorare”.

All’inizio della causa le intenzioni dell’avvocato Cortellazzi erano quelle di chiedere il reintegro lavorativo del suo cliente, ma il legale era poi stato costretto a cambiare rotta proprio nel corso dell’ultima udienza, quando dal video amatoriale girato da una passeggera e prodotto al giudice dall’avvocato di Trenord Alessio Savoia, era spuntata un’altra grana per il capotreno, che durante il parapiglia aveva pronunciato una bestemmia. Il filmato era stato girato da una ragazza che proprio su quel treno poco prima dell’aggressione era stata sanzionata da Stagnati perché sprovvista di biglietto. Contro la giovane, l’avvocato Cortellazzi ha presentato querela per diffamazione a mezzo stampa per aver postato sui social offese e frasi ingiuriose nei confronti del cremonese. Un video, secondo l’avvocato Cortellazzi, non pubblicato integralmente e finito sul quotidiano online Brescia Today. Il filmato prodotto da Trenord è lo stesso che era stato scaricato dal legale di Stagnati, ma dove, a detta dello stesso avvocato, non risultava alcuna bestemmia. “Non mi ricordavo assolutamente di averla detta”, si era giustificato il capotreno.

Al giudice, l’avvocato Cortellazzi, aveva quindi avanzato proposta di rescissione consensuale con la possibilità di sbloccare le abilitazioni professionali di Stagnati. Il legale del capotreno, a termine dell’udienza di oggi, si è detto soddisfatto di come sono andate le cose, e cioè che Trenord abbia restituito i titoli a Stagnati e accettato la proposta, condivisa anche dal giudice, di convertire il licenziamento da giusta causa in consensuale. “Ha prevalso il buon senso”, ha detto l’avvocato, “sono contento che Trenord non si sia arroccata sulle proprie posizioni e abbia invece ritenuto di lasciare la possibilità al mio assistito di continuare a fare il lavoro per il quale ha studiato. Se non fosse stato così, Giordano, trovandosi un licenziamento per giusta causa, oltre a dover rifare concorsi e tutto un nuovo iter di formazione, sarebbe sempre stato bollato sul mercato del lavoro in modo infamante”. Stagnati, inoltre, ha rischiato che Trenord gli chiedesse pure un risarcimento per danno di immagine.

Dunque, causa chiusa. Resta aperta la querela per diffamazione nei confronti dell’autrice del filmato girato sul treno, e un futuro procedimento d’appello, in quanto l’aggressore di Stagnati, il senegalese Moussa Diatta, ha impugnato la sentenza emessa dal giudice di Brescia che lo scorso 9 maggio lo aveva condannato a tre mesi, pena sospesa, riconoscendolo colpevole non di rapina aggravata, ma del reato più lieve di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e di lesioni personali. “Torneremo a chiedere l’accusa di rapina aggravata”, ha fatto sapere l’avvocato Cortellazzi, “e ci costituiremo parte civile”.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Rosso Verdi

    Se per un improperio si perde il lavoro, chissà quale punizione verrà inflitta all’aggressore del capotreno! O no ?

    • Andrea Ferrari

      E ai responsabili del recente disastro ferroviario causato da incuria o incompetenze dirigenziali e o operative

  • Andrea Ferrari

    Gli interventi a pioggia del Signor Salvino mi fa insospettire che siccome l’apparato dirigenziale di tre nord è targato Lega rivelava con il suo intervento che i 3 morti causati da incuria valevano meno che le ingiurie a un capotreno.

    • Mario Rossi SV

      Incuria di RFI o Trenord, c’è un processo in corso, ma sembra evidente la responsabilità della prima, quindi dal ministro dei trasporti dell’epoca, lo stesso che credo verrà tirato in ballo anche per il crollo del ponte di Genova.