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Compensi ai garanti: già
costato 5800 euro il
referendum sulla strada sud

Probabilmente non si arriverà entro il mandato Galimberti ad indire il referendum sul mantenimento del tracciato della strada sud nella programmazione urbanistica di Cremona, come ha chiesto il comitato promotore, forte di 3mila firme. Una consultazione appoggiata da alcuni esponenti di minoranza e che costerebbe – afferma la maggioranza – attorno ai 150mila euro di costi indotti. Ma senza arrivare a quella cifra, già da ora il meccanismo che si è innescato con la nomina dei Garanti del referendum (istituto previsto nel regolamento comunale, ma rimasto lettera morta fino ad ottobre 2017) è costato già 5800 euro alle case comunali. Per i tre avvocati nominati, infatti la Giunta aveva determinato un gettone di presenza di 200 euro lordi a seduta  comprensivi di Cassa Professionale e IVA. Le riunioni svolte dagli avvocati  Monica Gennari, Giovanni Pigolotti, Antonia Tundo, sono costate finora 4800 euro, a cui da ultimo si è aggiunta la richiesta di rimborso spese di viaggio per l’avvocato Pigolotti, altri 1000 euro. La relativa approvazione di spesa è arrivata qualche giorno fa.

Nel frattempo prosegue l’iter di variante del Pgt che porterà entro la fine di settembre alla cancellazione della strada sud in consiglio comunale. Dopo tre riunioni della commissione Territorio, che hanno visto lo scontro tra le posizioni dell’assessore Andrea Virgilio e del consigliere di opposizione Federico Fasani, mercoledì 19 settembre ci sarà un ulteriore e definitivo passaggio in commissione per approvare le modifiche al documento di piano. g.biagi

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Commenti
  • antonio1956

    L’istituto dei Garanti è uno strumento democratico, quindi risorse spese bene. E’ sempre preferibile, a parer mio, votare una volta in più, anche se costa risorse, che una volta in meno. Le risorse spese sono contributi della cittadinanza, non di una parte politica.

  • Caber

    La democrazia costa troppo, quindi aboliamo la democrazia?